Sicurezza
Coreglia, maggioranza appesa a un solo voto
Con l’addio di Claudio Martelli il centrosinistra conta su 9 consiglieri su 17 Ma il sindaco Amadei è tranquillo: «Nessun problema, spero possa rientrare»
COREGLIA. I numeri sono impietosi e pericolosi, ma nei fatti, a detta del sindaco Valerio Amadei, non ci saranno altri scossoni. Anzi, l'emergenza potrebbe rientrare.
Il centrosinistra coreglino in consiglio comunale, raggruppato nella formazione “Prima Coreglia”, ha una maggioranza assottigliatasi a soli nove membri su diciassette. All'opposizione, variamente strutturata, ad oggi, toccano otto consiglieri. Uno scarto ridotto che, in caso di eventuali assenze, potrebbe portare alla coalizione che appoggia il primo cittadino, dei brutti scherzi.
Dalle parti di Palazzo Comunale si ostenta comunque tranquillità, perché l'azione amministrativa continua spedita, ma nel centrodestra e Udc (uscito due anni fa di questi tempi dalla maggioranza) iniziano a usare il pallottoliere. L'evidente affanno numerico si è conclamato negli ultimi due consigli comunali, quando fu ufficialmente annunciato che il consigliere comunale Claudio Martelli (solo omonimo, ovviamente, dell'ex delfino di Bettino Craxi) non aderiva più alla lista "Prima Coreglia". Una bega interna al centrosinistra, quella che ha portato all'uscita del consigliere delegato a Caccia, Pesca, Sport e Sponsorizzazioni, nata divergenze di idee e metodi. Ma si pensava che a distanza di un mese, complice anche la fermata delle attività consiliari, si riuscisse a ricucire lo strappo.
Che al momento resta, anche se il primo cittadino Valerio Amadei non ne fa un dramma: «Non è messa in discussione la continuità politica ed amministrativa degli organi istituzionale - afferma -, anzi porremo una forte azione del sindaco e della giunta. E nonostante queste defezioni, siamo sempre andati rispettando gli impegni con i cittadini, anche se spero sempre che Martelli possa rientrare tra i ranghi».
Coreglia, nel 2010, quando si svolsero le ultime elezioni amministrative, balzò agli onori della cronaca anche nazionale, per essere stato il primo "laboratorio civico" dove convergevano Partito democratico e Udc. Le due formazioni, erano e sono tuttora rappresentate in consiglio rispettivamente dal consigliere regionale Marco Remaschi e il parlamentare Nedo Poli, esponenti di spicco dei due partiti.
Quell'accordo favorì un consiglio "blindato" da una maggioranza di 12 consiglieri su 17. Poi, dopo appena due anni, la scelta dello scudocrociato di appoggiare il centrodestra alle elezioni per il presidente della Provincia e la candidatura di Gabriele Brunini, minò questo accordo locale: Poli e Tardelli, i due consiglieri in quota Udc, rimpolparono la minoranza, e il rapporto divenne 10-7 per il centrosinistra.
Ora il "caso Martelli" assottiglia le certezze: «In occasione delle ultime due assemblee consiliari - tuona il capogruppo di "Progetto Comune", Alessandro Roni - la maggioranza da sola non avrebbe garantito il numero legale per lo svolgimento del Consiglio, causa assenze in alcuni casi riconducibili purtroppo a problemi di salute. La presenza dei consiglieri di minoranza ha permesso il regolare svolgersi della seduta».
E la sfida corre sul pallottoliere...
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