Finanza
Scioperano le navette sarà un autunno caldo
L’11 settembre la protesta per la scarsa manutenzione del parco mezzi In ballo possibili tagli di corse e di personale a seguito della gestione unica
LUCCA. Primo giorno di scuola - l’11 settembre, per la gran parte delle scuole lucchesi - con sciopero dei bus del trasporto pubblico locale. Sciopero per l’intera giornata o quasi (interessa le fasce orarie 8,30-12 e 16,30-21) proclamato da tutte le aziende confluite nel consorzio Ctt Nord (quindi anche Vaibus). Una protesta - come spiega il sindacalista di Uiltrasporti David Zullo - che scaturisce dalla vetustà dei mezzi a disposizione del consorzio e dalla preoccupazione per il loro livello di sicurezza. «Lo sciopero dell’11 settembre - dice infatti Zullo - è legato all’ultimo che avevamo proclamato, a causa di problemi riguardanti la manutenzione e lo stato dei veicoli, la maggior parte sono vecchi».
Ma i problemi non finiscono qui. Tutt’altro. Nuovo capolinea, possibili tagli alle corse, il bando per l’affidamento del servizio a livello regionale che stenta. E lo spauracchio dei licenziamenti.
Ce n’è per provocare sonni agitati ai dipendenti ma anche per non far stare tranquilli i cittadini.
«A breve - spiega il sindacalista - partiranno i lavori del progetto di recupero della zona ovest, quindi piazzale Verdi sarà off limits. Si sa che il nuovo terminal bus dovrà nascere nell’ex scalo ferroviario. Ma nel frattempo? Come sarà organizzato il capolinea? Abbiamo chiesto un incontro al sindaco Alessandro Tambellini su questo argomento».
Nell’incontro però si parlerà con tutte le probabilità anche di altro. Ad esempio dei possibili tagli. «In agosto - aggiunge Zullo - sappiamo che il Comune si era fatto avanti con l’azienda per proporre altri tagli al piano delle corse, perché i costi sono insostenibili. I tagli almeno per ora non sono stati operati: anche con l’inizio della scuola abbiamo ricevuto un ordine di servizio identico a quello del 2012 (l’anno scorso il piano di tagli entrò in vigore proprio il 12 settembre, inizio dell’anno scolastico, ndr)».
E poi c’è la questione del bando europeo per la gestione del servizio a livello regionale. «Col bando siamo ancora in altomare - spiega il sindacalista -. Si va avanti con l’imposizione di servizio, mese per mese. Si sente parlare di subaffidamento delle linee a domanda debole, in particolare per quanto riguarda, a livello provinciale, le zone meno popolate della montagna. Un progetto che ci trova scettici soprattutto per la sicurezza dei conducenti».
E sempre nel contesto del bando per la gestione del trasporto urbano a livello regionale, se davvero si arrivasse a questa nuova organizzazione del servizio, «si potrebbero verificare, in Toscana, dagli ottocento ai mille esuberi, tra conducenti, impiegati, officine», conclude Zullo.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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