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Lucca

Morto dopo la caduta in ospedale

Morto dopo la caduta in ospedale

Anziano invalido cade dal lettino al pronto soccorso, si rompe una costola e spira cinque giorni dopo. Domani l’autopsia

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LUCCA. Per il figlio - un dirigente scolastico in pensione residente in centro storico - quella caduta dal lettino del pronto soccorso mentre l’anziano genitore si stava sottoponendo ai raggi ics è stata fatale ed è la causa del decesso. Adesso sarà l’autopsia - disposta dalla procura e fissata per lunedì mattina all’obitorio del Campo di Marte - a stabilire se c’è nesso di causalità tra la morte di Davino Dal Poggetto, 98 anni, di Porcari e quella caduta avvenuta nel primo pomeriggio del 30 agosto scorso in ospedale. Al momento è iscritto nel registro degli indagati un tecnico di radiologia che avrebbe dovuto eseguire l’esame prescritto dal medico di famiglia del paziente quasi centenario. La contestazione riguarda la manovra sbagliata eseguita nel trasferire il paziente che si trovava sul lettino con le ruote sino sotto il macchinario per i raggi ics. Per l’accusa mancava la necessaria tavola spinale visto che il paziente era un invalido. Nell’aprile del 2010 infatti era stato operato per problemi vascolari e gli era stata amputata la gamba sinistra.

Frattura costale. È il 30 agosto quando Davino Dal Poggetto viene accompagnato dal figlio Massimo al pronto soccorso del Campo di Marte per eseguire i raggi all’addome. Nel primo pomeriggio viene tolto dalla carrozzella e caricato sul lettino con le ruote per il trasferimento alla radiologia. Ma alle 18,30 un dipendente dell’Asl chiama il figlio del paziente e gli comunica che il genitore nel girarsi è caduto dal lettino senza difesa finendo disteso sul pavimento e procurandosi la frattura di una costola a destra. La prognosi è di sette giorni. Stando all’esposto-denuncia presentato dall’ex dirigente scolastico il tecnico si sarebbe giustificato dicendo: «Guardi che non succede mica tutti i giorni».

Ricovero e decesso. Per un anziano quasi centenario con gravi problemi di deambulazione quella caduta e quella frattura hanno un effetto devastante. Davino Dal Poggetto resta ricoverato in ospedale per il resto della giornata di venerdì 30 agosto e quella successiva di sabato. Domenica viene dimesso. Ma quando torna a casa la situazione nel volgere di quattro giorni precipita. Dolori lancinanti, vomito, inappetenza e blocco intestinale. Il decesso avviene alle 13,30 del 4 settembre.

L’indagine. Massimo Dal Poggetto nomina come legale di fiducia l’avvocato Cesare Ciacca e come consulente il professor Pierluigi Baima Bollone di Torino. Un dettagliato esposto - dal quale si evince che al momento dell’incidente erano presenti sei persone tra medici, tecnici e infermieri - finisce sul tavolo del sostituto procuratore Lucia Rugani che invia un informazione di garanzia al tecnico radiologo e nomina il medico legale Ilaria Marradi affinché possa effettuare il riscontro diagnostico.

Luca Tronchetti

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