La protesta
Falsi colloqui di lavoro per nascondere il “porta a porta”
LUCCA. L’allarme è partito sul web, su Facebook. E riguarda falsi colloqui di lavoro che verrebbero offerti a giovani che poi, in realtà, si cercherebbe di destinare al porta a porta. Una vicenda...
LUCCA. L’allarme è partito sul web, su Facebook. E riguarda falsi colloqui di lavoro che verrebbero offerti a giovani che poi, in realtà, si cercherebbe di destinare al porta a porta. Una vicenda sulla quale stanno indagando anche i carabinieri.
Su Facebook, in particolare, c’è anche chi racconta in prima persona la propria esperienza: «A Lucca c'è un'agenzia che sta cercando di fare adescamento a giovani ragazzi che cercano lavoro. Questo è quello che è successo a me - racconta una ragazza sul proprio profilo -. Martedì mattina, cercando lavoro su vari siti di annunci, ne ho trovato uno dove si parlava di marketing, pubblicità. Ho telefonato al numero (dove non mi hanno parlato di cosa si occupava l'azienda, ma mi hanno chiesto solamente se avevo disponibilità immediata e volevo fare full time) e mi hanno dato l'appuntamento per le 17 del giorno successivo. Mi sono presentata in questo ufficio a San Concordio ma non trovavo il nome sul citofono. Girando per i corridoi ad un certo punto trovo un cartello e ho provato a suonare il campanello».
Il posto è giusto (anche se il nome sul cartello non è lo stesso della ditta che offriva il colloquio). A questo punta la vicenda si complica: «Appena entrata mi chiede il curriculum e mi fa sedere in sala d'attesa. Insieme a me ci sono altre donne, più adulte di me. Appena arrivano i titolari prendono tutti i curriculum e mi fanno accomodare in un ufficio. Ancora una volta non sanno spiegarmi in parole povere di cosa si occupano, mi chiedono le esperienze lavorative e mi danno l'appuntamento per una giornata di prova (dove non specificano quale sarà il mio compito) il giorno successivo alle 8:15. Mi presento e mi danno un foglio dove dovevo firmare per fare una giornata gratuita di prova (ancora non specificato cosa dovevo fare) e le responsabilità dell'azienda venivano declinate. Io mi sono rifiutata e me ne sono andata. Perché so cosa fanno questi tizi: ti caricano in auto e dicono che ti portano a vedere “l'azienda”, mentre è tutto un adescamento per portarti a fare il porta a porta per luce e gas, gratis, sfruttato, lontano centinaia di chilometri da casa tua». Della vicenda si occupano anche i carabinieri, anche perché casi del genere erano già stati segnalati lo scorso anno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google