La manifestazione
Corteo studentesco, dodici decreti penali
Ammenda da 1400 euro proposta per il consigliere comunale Amanti. Una ventina di archiviazioni
LUCCA. Indagini concluse. E posizioni vagliate una ad una dalla procura della Repubblica. Alla fine per i disordini avvenuti quasi al termine del corteo organizzato dal collettivo autonomo degli studenti lucchesi tenutosi la mattina del 17 novembre 2012 per protestare contro i tagli alla scuola imposti dal governo Monti il magistrato decide di procedere con il decreto penale di condanna nei confronti di dodici degli oltre trenta studenti finiti nel registro degli indagati (per alcuni, minorenni, la decisione verrà presa o è stata già presa dall’apposito tribunale di Firenze). Per la violazione dell’articolo 18 Tulps sulle riunioni pubbliche e gli assembramenti la sanzione penale è equivalente a un’ammenda pari 1400 euro. E per quella deviazione non autorizzata dal questore e quindi senza preavviso tra gli indagati a cui l’accusa ritiene debba essere inflitta quella sanzione c’è il consigliere comunale della Federazione della Sinistra, Francesco Amanti, filmato dalla questura mentre si trovava davanti al corteo. Lui ha sempre sostenuto di essersi messo in mezzo - proveniente dal palazzo comunale - per fare da paciere ed evitare scontri tra ragazzi e forze dell’ordine. Una richiesta - quella del decreto penale di condanna - a cui può sempre opporsi di fronte al gip chiedendo il giudizio in dibattimento. Così come anche gli altri studenti, tutti incensurati, raggiunti da identico provvedimento di cui non sono state fornite le generalità. Quasi sicuramente invece i 3-4 studenti che sono finiti nel registro degli indagati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale si opporranno al decreto penale di condanna chiesto nei loro confronti dal pm Aldo Ingangi. Il motivo? La sanzione varia da un minimo di 22.500 a un massimo di 25mila euro. Con la possibilità di rateizzazione.
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