Il Tirreno

Lucca

Illecito ambientale, nei guai i Puccetti

di Luca Tronchetti
Illecito ambientale, nei guai i Puccetti

La procura chiede il processo dopo il sequestro di un deposito di rifiuti in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico

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LUCCA. Un illecito ambientale perpetrato nonostante un’ordinanza di smantellamento dell’impianto di frantumazione realizzato in un’area golenale e in assenza dell’autorizzazione paesaggistica con conseguente alterazione dello stato dei luoghi in località Boscaccio sulla via Lodovica a Monte S. Quirico a 150 metri dall’argine destro del Serchio. È questa l’accusa mossa dalla procura nei confronti del presidente e del vice presidente consiglio di amministrazione della società «Puccetti spa»: Edo e Giampiero Puccetti, rispettivamente di 80 e 72 anni, residenti a S. Concordio di Moriano. Il sostituto procuratore Lucia Rugani ha già inviato l’avviso di conclusione delle indagini dopo il sequestro dell’area dove viene svolta l’illecità attività di recupero eseguito dalla polizia provinciale con i riscontri dell’Arpat.

Il sequestro. Sotto sequestro c’è il frantumatore impiegato per il trattamento dei rifiuti e corredato della tramoggia di carico, dei nastri trasportatori, dell’elettrocalamita e del generatore di corrente oltre a un piccolo fabbricato che custodisce comandi e quadri elettrici. Inoltre è sequestrata la porzione terminale lato sud (8400 metri quadrati) comprendente materiali giacenti e il deposito dei rifiuti speciali.

L’imputazione. Per la magistratura la «Puccetti spa» dopo aver realizzato opere in area sottoposta a vincolo paesaggistico non dava esecuzione all’ordinanza del 18 giugno 2012 del comune di Lucca con la quale veniva ingiunta a procedere allo smantellamento dell’impianto di recupero dei rifiuti e a ripristinare lo stato originale dei luoghi mediante la ricostruzione dell’argine principale provvedendo alla rimozione dei cumuli. Per l’accusa la «Puccetti spa» invece di eseguire l’ordinanza proseguiva a depositare rifiuti di materiali grezzi e lavorati procedendo alla frantumazione in modo che l’argine del Serchio risulta interrotto nella parte a nord dell’area di golena.

La difesa. Tutto ruota attorno a due autocertificazioni - che la procura ritiene false - legate all’inizio dell’attività recupero rifiuti nel maggio 2008. Ma soprattutto a un protocollo d’intesa per la delocalizzazione di attività stipulato nel dicembre 2009 tra Autorità di Bacino, Provincia, Comune di Lucca e ditta Puccetti spa. Se per la ditta Puccetti con quell’atto si dava la possibilità entro il 2019 di trasferire in un altro luogo diverso dall’alveo del fiume per l’autorità giudiziaria quel documento vale meno di zero. Perché l’accordo richiamato non può autorizzare il compimento di un illecito penale e perché la copia del documento, acquisita dagli investigatori, non è chiara: non sono indicati i poteri di rappresentanza e non consente di conoscere il nome delle persone che l’hanno firmata.

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