Proteste
Del Ghingaro furioso con Pd e Pisani
«Se il partito non ha bisogno del mio appoggio lo darò a qualcun altro. Il compostaggio? Colpa dei dissidenti»
«Se ho rimpianti per non avere realizzato l'impianto di compostaggio a Capannori? Chiedetelo ai dissidenti e chi ha detto che vuole candidarsi alle primarie. Se non si è fatto la colpa è loro. Se fosse stato per me si sarebbe fatto, la scelta era stata deliberata».
Esplicito e diretto il sindaco Giorgio Del Ghingaro nel rispondere ad una domanda dei cronisti su uno degli argomenti più spinosi. Chiaro riferimento ai “malpancisti” del Pd e al presidente del consiglio comunale Silvana Pisani che sulla vicenda compostaggio ha preso posizioni contrarie all'amministrazione comunale che aveva scelto la localizzazione dell'impianto “Alla Lista-Poderacci”, sito approvato dalla giunta con delibera del dicembre 2009. Uno strappo con i “dissidenti” che non si è mai ricucito e con il circolo Pd di Capannori che gli ha negato l'iscrizione.
Un sindaco per due volte eletto dai cittadini che si è visto chiudere le porte in faccia dal suo partito. Del Ghingaro non usa mezze misure nell'analizzare il quadro politico capannorese a nove mesi dalle elezioni per il nuovo sindaco, alle quali non potrà presentarsi perché terminerà il suo secondo mandato consecutivo. «Un partito che da due anni e mezzo non dà la tessera al suo sindaco significa che si ritiene abbastanza forte da poter vincere le elezioni senza di me. Vorrà dire che se il Pd non ha bisogno del mio appoggio lo darà a qualcun altro». Le manovre sono in corso e gli scenari politici sono ancora da chiarire, compreso possibili nuove alleanze.
Alle primarie del Pd (la data è da decidere) dovrebbero partecipare il vicesindaco Luca Menesini e il presidente del Consiglio comunale Silvana Pisani, mentre si è affacciato il nuovo movimento Alleanza per i beni comuni (Abc) che annovera anche gli ex assessori dimissionari Leana Quilici ed Alessio Ciacci. In questa fase di transizione l'attuale primo cittadino intende portare a compimento il suo programma con la speranza da parte del successore di una continuità politica con quanto avvenuto negli ultimi dieci anni del suo operato. «Voglio fare altre cose di qui alla fine del mandato, anche in prospettiva futura. Mi piacerebbe che a Capannori si esprimesse una politica alta, in questo nove anni siamo usciti dal pollaio ed abbiamo dato a Capannori una dimensione internazionale. Ci deve essere una visione che è anche strategica. Non vorrei che tutto questo si svilisse ritornando al pollaio. Ma se il Pd di Capannori rifiuta la tessera al sindaco vuol dire che ha i numeri per confermarsi primo partito anche senza il contributo del sindaco».
Un contributo che comunque non sarà lontano da quell'area del centrosinistra attualmente formata da Pd, Sel, Moderati per Del Ghingaro e Socialisti. E se Del Ghingaro, solo per ipotesi, avesse potuto ricandidarsi la sua proposta sarebbe quella di una lista civica. «Una gran bella lista civica ed avrei offerto ai cittadini la somma delle cose fatte in questi dieci anni e il sogno di nuove cose nel segno della creatività per uscire dal vecchiume che aleggia nelle stanze dei partiti. A Capannori non abbiamo mai avuto né padrini né madrine, ma facciamo le cose nell'interesse del nostro territorio. E siamo trasversali. Invece la proposta politica attuale per il futuro di Capannori mi preoccupa». Un fatto è certo. Del Ghingaro farò il sindaco fino all'ultimo giorno. E poi? «Continuerò a fare il commercialista a tempo pieno – afferma il primo cittadino – a dedicarmi al mio lavoro e alla famiglia. Anche perché finora ho scelto di fare il sindaco di Capannori. Certamente farò di tutto per fare modo che anche senza di me si prosegua l'esperienza dinamica e innovativa di questi dieci anni da sindaco». Nicola Nucci
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