Proteste
Pompieri, centralino ko per un fulmine
I sindacati accusano: «Dieci giorni di disagi». Il comandante: «Subito intervenuti per riparare»
LUCCA. Problemi per la sala operativa dei vigili del fuoco, con i telefoni (eccetto il numero di emergenza) a lungo rimasti "muti". A segnalarli sono state le organizzazioni sindacali dei pompieri che hanno fatto presente come "da dieci giorni il settore nevralgico per la gestione di tutte le attività dei Vigili del Fuoco di Lucca, compreso il soccorso tecnico urgente si in panne. La sala operativa 115 presenta numerose e negative problematiche, i telefoni non funzionano e ciò complica non poco la possibilità di comunicazioni con l’esterno e con gli altri enti, compromettendo notevolmente la gestione ottimale dei soccorsi tecnici urgenti".
La causa di questi problemi - ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco Mariano Tusa - è da ricercarsi nella tempesta di fulmini che ha colpito Lucca nella notte fra il 24 e il 25 agosto. Uno di essi, infatti, è caduto vicinissimo al comando di via Barbantini, mandando ko le linee telefoniche, ad eccezione di quella di emergenza che è - come si dice in gergo - "ridondante". La prima fase acuta dei disagi si è avuta il 25 e il 26 di agosto, dopodiché si è proceduti a un primo intervento. Nella serata di lunedì, poi, c'è stata una sorta di "ricaduta" e i tecnici si sono messi subito all'opera per ripristinare le comunicazioni. Lavori che sono andati avanti fino a tutto mercoledì.
Su una cosa sia il comando sia le organizzazioni sindacali sono concordi: durante tutto il periodo dei disagi non c'è mai comunque stata interruzione del numero di emergenza e così tutte le richieste dei cittadini sono state prontamente prese in carico.
Ma c’è anche un altro punto che preoccupa le organizzazioni sindacali: quello delle condizioni degli automezzi che ogni giorno vengono usati per svolgere i servizi, compresi quelli di emergenza. «Per i continui tagli - affermano i rappresentanti della categoria - non ci sono nemmeno più soldi per la manutenzione di autobotti e altri mezzi. Noi dovremmo soccorrere le persone, ma così siamo noi a dover essere soccorsi. Il servizio funziona solo grazie alle capacità di arrangiamento del personale dei vigili del fuoco».
Queste ultime capacità devono essere veramente sviluppate. Come fanno sapere i sindacati, infatti, spesso anche le autobotti e le camionette a disposizione dei vigili del fuoco sono in condizioni disastrose. «Da anni abbiamo assistito a una politica di tagli - attaccano i sindacati - che ha fatto ridurre anche la manutenzione. Il tempo e l’usura però non si sono arrestati: e molto spesso le macchine ci lasciano a piedi».
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