Sicurezza
La caccia e il nipote erano le passioni della sua vita
PORCARI. Aveva fatto colazione al Mibar assieme a un amico prima di recarsi, come faceva ogni mattina, alla casa paterna in via Bernardini. Vittorio Baiocchi, 65 anni, era una persona molto...
PORCARI. Aveva fatto colazione al Mibar assieme a un amico prima di recarsi, come faceva ogni mattina, alla casa paterna in via Bernardini. Vittorio Baiocchi, 65 anni, era una persona molto conosciuta a Porcari. Per anni era stato titolare di un’officina meccanica prima di lavorare per il gruppo Alival di Porcari, un caseificio dove si produce mozzarella e ricotta. Da anni in pensione era un grande appassionato di caccia e domenica scorsa - in occasione dell’apertura della stagione venatoria - con fucile in spalla e giberne alla vita era andato al suo capanno in località Padule. Oltre all’adorata moglie Marisa Toschi - cugina di Giovanni, ex calciatore di serie A con le maglie di Torino, Mantova,Cesena e Foggia oltre ad aver indossato quella della Lucchese - lascia la figlia Francesca, 30 anni, ragioniera, impiegata in uno studio legale di Lucca e che nel 2011 gli aveva regalato l’adorato nipotino Tommaso. Sulla pericolosità di via S. Lucia - dove le auto e i camion sfrecciano a velocità elevata - interviene il sindaco Alberto Baccini: «Al di là dei cartelli con il limite di velocità (50 chilometri orari) non abbiamo mai avuto lamentele anche perché la zona è scarsamente abitata e il traffico non è così elevato. La presenza di autoarticolati che vanno a caricare e scaricare nelle aziende cartarie della zona consiglia agli automobilisti di guidare con prudenza. Comunque i vigili urbani effettuano periodicamente controlli per rilevare eventuali infrazioni legate alla velocità».
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