Il dolore
«Invitare Giannecchini al consiglio sulla Liberazione»
LUCCA. Al consiglio congiunto fra Comune e Provincia di dopodomani in occasione della Liberazione devono essere invitati lo storico Nicola Laganà, Lilio Giannecchini e i parenti dei quattro...
LUCCA. Al consiglio congiunto fra Comune e Provincia di dopodomani in occasione della Liberazione devono essere invitati lo storico Nicola Laganà, Lilio Giannecchini e i parenti dei quattro coraggiosi patrioti che informarono gli Alleati che Lucca non aveva più presenza di nazisti. E devono essere invitati anche i parenti del questore e del prefetto di Lucca, depositari della memoria storica del dott. De Nozza.
Lo chiede Bruno Rossi, presidente del Comitato a difesa dell’Istores, in rapporto anche ai tragici eventi relativi all'eccidio della Farneta.
Lucca era già stata liberata il 5 di settembre ricorda Rossi, ma le SS erano ancora presenti nella Certosa il 6 settembre quando la colonna dei rastrellati, compresi i certosini, partirono per una lunga marcia verso Carrara. Devono essere onorati - prosegue Rossi - coloro che riuscirono a ricreare la memoria dei fatti, in primis Domenico De Nozza, dirigente dell'ufficio politico della Questura di Lucca, «di cui abbiamo rintracciato una relazione dei fatti della Certosa, ed in seguito gli studiosi storici degli avvenimenti, fra cui spicca Nicola Laganà “Purtoppo sul nido d'implumi il nibbio fece sua preda”, edito dall'ISTORES di Lucca, allora diretto da Lilio Giannecchini, che fu promotore della pubblicazione. Lo stesso Lilio Giannecchini ha contribuito alla ricostruzione della liberazione di Lucca, riportando alla memoria i nomi dei quattro giovani partigiani che, a rischio della vita, informarono il Colonnello Sherman ed il Capitano Gandy , che stavano per ordinare il bombardamento di Lucca, definita “città fortificata”, del fatto che i Tedeschi avevano abbandonato la città e che i cittadini di Lucca potevano essere considerati liberi».
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