Il dolore
La busta trovata nel sacchetto è l’indizio del trasgressore
LUCCA. Una gran quantità di oggetti, all’interno di un comune sacchetto di rifiuti, possono essere indicativi del cittadino che lo ha depositato. Carte intestate, buste di corrispondenza, pubblicità...
LUCCA. Una gran quantità di oggetti, all’interno di un comune sacchetto di rifiuti, possono essere indicativi del cittadino che lo ha depositato. Carte intestate, buste di corrispondenza, pubblicità ricevute e gettate, solo per fare alcuni esempi.
Rifiuti che possono fornire la prova di chi ha abbandonato un sacchetto dell’immondizia fuori dagli orari prestabiliti.
Perché il percorso per risalire al responsabile di un abbandono irregolare è proprio questo: quello di frugare nel sacchetto “selvaggio” e trovare elementi indicativi del suo proprietario. La multa che viene elevata, viene indirizzata a quel nominativo.
Così, viene spiegato direttamente dalla polizia municipale, opera di norma la task force che compie più volte al giorno i monitoraggi quotidiani sul conferimento dei rifiuti, per controllare varie scorrettezze. Task force costituita da agenti della polizia municipale in borghese e personale di Sistema Ambiente, quello che fisicamente fruga nei sacchetti.
Un potenziamento del servizio di controllo che ha dato frutti immediati.
In una settimana, quella appena trascorsa, la prima da quanto i controlli si sono infittiti, sono state elevate diciannove multe, di cui due da 500 euro, a cittadini residenti fuori comune beccati a conferire rifiuti sul territorio lucchese. Due i ristoranti multati (cento euro ciascuno) per non avere differenziato i rifiuti prodotti ed esposti per il conferimento; quindici invece i cittadini, in particolare abitanti del centro storico, che avevano lasciato fuori il sacchetto senza rispettare l’orario (cinquanta euro). I controlli, così stringenti, proseguiranno con sicurezza intanto per tutto il mese. (b.a.)
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