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Lucca

Fa causa al Comune per mobbing, chiesti 200mila euro

Fa causa al Comune per mobbing, chiesti 200mila euro

«Ventisei anni di disagi e difficoltà», il geometra Gnesi racconta di avere riportato seri danni di salute

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LUCCA. Fa causa al Comune per mobbing dopo ventisei anni di lavoro. E chiede un risarcimento di 200mila euro.

Il dipendente è il geometra Enrico Gnesi, 62 anni, assunto dall'amministrazione lucchese nel 1985 con la qualifica di istruttore direttivo. Ha lavorato a lungo nell'ufficio concessioni edilizie (fino al 2011) curando - per sua ammissione - circa settemila pratiche.

Ma la vita in ufficio per lui - viene spiegato nel ricorso presentato dai suoi legali Giovanni Pravisani e Anna Maria Gullo del Foro fiorentino alla sezione lavoro del tribunale di Lucca - è spesso stata costellata di episodi spiacevoli, amari, tanto da causargli disturbi di ansia, insonnia, disturbi dell'umore che hanno reso le sue giornate e le sue nottate un inferno, un danno ritenuto di ingente portata. «Per anni - dice Gnesi - il pensiero del lavoro è stato il primo al mattino e l’ultimo la sera prima di dormire».

Nel ricorso presentato, lunghezza di quasi quaranta pagine, vengono elencate con nomi e dettagli situazioni in cui il geometra Gnesi, allo stato attuale in congedo per seguire la malattia di un familiare, si è trovato in grave disagio. Senza che mai, comunque (sempre secondo quanto asserisce) gli sia stata sottolineata una mancanza di professionalità.

In particolare, negli anni 2008 e 2009, Gnesi aveva a più riprese, attraverso lettere ufficiali, denunciato ripetute intromissioni nel suo computer di lavoro, dove erano contenute pratiche edilizie che Gnesi stava seguendo. Come si legge nella citazione, aveva provato a cambiare password di accesso ma niente, le intromissioni erano continuate. Senza che mai, però, alcun dirigente avesse preso provvedimenti in merito, afferma Gnesi.

Altro episodio che ha causato forte disagio al geometra è stata l'esclusione, l'unica nel suo reparto, da una progressione orizzontale che gli avrebbe portato un aumento del salario. Progressione che doveva scattare a seguito del punteggio assegnatogli dal dirigente in questione, ma che invece era stato troppo basso per permettergli di conquistarla. Successivamente, il ricorso riporta che il geometra è stato assegnato ad altro incarico, ma in pratica demansionato. E per lui sono state ulteriori sofferenze di carattere psicologico, che hanno necessitato di cure specifiche.

«L'ultimo incarico a cui sono stato assegnato - spiega il geometra - è quello di fare i permessi per le concessioni precarie sulle fosse. È come se avessi completamente cambiato lavoro. Sono in grado di svolgere questo incarico, ma non vedo perché farmi transitare dall'edilizia ai lavori pubblici a questo punto della mia storia professionale».

Negli anni, racconta ancora, più esponenti dell'amministrazione si sono schierati al suo fianco per impedire che venisse trasferito di ufficio, proprio per il bagaglio di esperienza in ambito edilizio che aveva maturato. Ma a un certo punto, il geometra ha deciso di avviare una causa per mobbing (e/o bossing) nei confronti dell’amministrazione comunale, chiedendo duecentomila euro per i danni che i disagi sul lavoro gli avrebbero arrecato.

La prima udienza del processo è in calendario per il 29 maggio del 2014.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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