Il Tirreno

Lucca

L’ultima sforbiciata di Walter, 60 anni passati in barberia

di Rossana Federighi
L’ultima sforbiciata di Walter, 60 anni passati in barberia

Ha chiuso ieri l’antico negozio di Ponte a Serraglio Dal rasoio che si sfregava sul cuoio alla lametta monouso

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BAGNI DI LUCCA. Barba e capelli, prego! Da ieri questa frase non si può più dire a Ponte a Serraglio dove ha chiuso l’attività Walter, storico barbiere del paese dal 1953. Walter, che di cognome fa Giulianetti, ha deciso di godersi la meritata pensione lasciando tutti orfani di quello che rappresentava non solo un bravo ed esperto barbiere, ma anche di un luogo senza tempo dove un vasto pubblico coniugato solo al maschile si riuniva per farsi barba e capelli ma anche per godersi l'ultimo rifugio di relax e anche perchè no, di chiacchericcio.

Un altro vecchio artigiano perduto. Walter ha proseguito il lavoro del padre Giulio, da quando nel 1953 aprì il suo piccolo negozio di barbiere proprio dopo il ponte di Ponte a Serraglio, dove lui è cresciuto apprendendo questo lavoro, fatto di impegno e di costanza. Nel 1971 diventò coadiuvante, poi nel 1990 decise di prendere le redini dell'attività trasferendosi nella più centrale piazza del paese.

Da allora ha sempre voluto tramandare gli insegnamenti del padre conservando la tradizione della bottega del barbiere classico.

«La barba l'ho sempre fatta alla vecchia maniera - dice commosso Walter - fino a che si poteva con il rasoio classico che si sfregava su di una striscia di cuoio, e i capelli con la macchinetta a mano (tosatrice) poi le norme igieniche degli anni '90 hanno richiesto la lama monouso, come l'utilizzo dei teli al posto del classico asciugamano di stoffa. Ho usato sempre anche la vecchia tecnica per modellare la barba, eseguendo tutti i tipi di taglio, anche il più tradizionale "a spazzola", che pochi ormai sanno fare, perchè lì ci vuole la testa adatta, non tutti i tipi di capelli lo possono permettere. Anche il lavaggio di capelli lo eseguivo in avanti, per conservare la vecchia tradizione che voleva che insieme alla chioma si lavasse anche il collo».

«Sono molto dispiaciuto - aggiunge - perchè le vecchie barberie se ne stanno andando lasciando il posto ad anonimi negozi all'ultima moda, per un pubblico unisex che senz'altro sanno eseguire tagli perfetti, ma di barba col pennello neanche a parlare».

Trovare un sostituto non è stato possibile, nessuno vuole più fare questo lavoro in modo tradizionale, ci sono le scuole per acconciatore da uomo, ma non insegnano certo a fare la barba con la schiuma o ad eseguire una perfetta sfumatura con le forbici.

«Ora è tutto omologato, si sfoga ancora il barbiere, non si tiene conto dei difetti di ogni testa».

Questa nuova serranda abbassata lascia un grande vuoto non solo professionalmente ma anche come punto di ritrovo. Infatti da lì si usciva non solo più belli, ma anche più ricchi interiormente. Tutto costituiva motivo di discussione: lo sport, la politica, l'arte, le donne, i crucci familiari. C'era ancora poi qualche anziano che d'inverno entrava nel negozio solo per godere del calduccio magari ricordando di quando ancora si scaldava l'acqua nel fornellino e poi si versava con il "bricco".

E' chiaro che questo "vecchio artista del capello" lascia l'attività con molto dispiacere ma nello stesso tempo potrà seguire meglio la sua passione e cioè quella della musica. Walter suona molto bene la chitarra, come il padre il mandolino. Consentendo così di continuare quella che Giulianetti definisce una vecchia tradizione: la maggioranza dei vecchi barbieri univano alla professione del taglio anche quella di musicisti o di cantanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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