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Lucca

BAGNI DI LUCCA

Alce, subito un confronto

Alce, subito un confronto

I comitati chiedono alla Provincia di fare chiarezza sui dati

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BAGNI DI LUCCA. Un incontro immediato che metta a confronto il dirigente provinciale del Servizio Ambiente Roberto Pagni e l’ex sindaco di Borgo a Mozzano Alfredo Scipioni, tecnico specializzato autore di diversi studi che dimostrerebbero come la caldaia progettata per Alce sia in grado di sforare agilmente i 48,5 MW termici autorizzati. Lo chiedono i comitati di Bagni di Lucca e Borgo.

«Serve un confronto subito. Sono ormai mesi che la Provincia ha in mano la prima relazione Scipioni – affermano i membri del gruppo ambientalista riunito in conferenza stampa –. Si spiega chiaramente che la potenza termica dell’impianto era stata calcolata dai progettisti tenendo conto che sarebbero state inserite nel forno 18,2 tonnellate/h di legname con un tasso di umidità elevatissimo: il 45 per cento. Scipioni in quel caso aveva rilevato che al calare del contenuto idrico la potenza della centrale avrebbe conosciuto una crescita enorme: al 15 per cento di umidità della legna stoccata al sole nei piazzali sarebbero corrisposti 93 MWt, il doppio di quanto autorizzato. Già allora manifestammo le nostre preoccupazioni e la stessa provincia chiese all’azienda come avrebbe potuto tenere sotto controllo l’aumento della potenza. Ma il confine di 50 MWt, come abbiamo sempre sostenuto, non dovrebbe essere “controllato”, bensì una caratteristica intrinseca, non oggettivamente superabile».

Ora, proseguono i comitati «Scipioni ha preparato un secondo studio in cui analizza i dati Alce sulla produzione di energia elettrica. La ditta ha infatti dichiarato di voler generare 16,5 MW elettrici ma per garantire ciò sarebbero necessari 73 MW termici, contro i 48,5 autorizzati». Sono agguerriti forse più di prima i Comitati Ambiente e Salute che precisano: «Gli studi sono stati inviati a tutte le autorità competenti ma nessuno, sia sul piano amministrativo che politico, si è ufficialmente mosso. Non ci si può nascondere dietro un dito».

Chiara Lammari

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