Il Tirreno

Lucca

La mostra di Vallien diventa un film

di Barbara Antoni
La mostra di Vallien diventa un film

Lo scultore svedese che espone in Palazzo Guinigi sarà ambasciatore di Lucca nel mondo con la sua pellicola di 50 minuti

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LUCCA. Duemila visitatori, molti anche durante le aperture notturne. Un successo che forse nemmeno gli organizzatori - l’associazione San Cristoforo con il coordinamento di Lalla’s Join di Stefania Trolli e Adriano Berengo - si aspettavano per la mostra “Bertil Vallien 8 Rooms” delle sculture in vetro dell’artista svedese Bertil Vallien, in corso da fine aprile in palazzo Guinigi, addirittura prorogata di una settimana: si chiuderà l’8 settembre invece del primo del mese che sta per iniziare.

Una scommessa che si è dimostrata vincente, in una location concessa per la prima volta dall’amministrazione a una mostra privata. Tanto vincente che adesso la mostra dell’artista settantacinquenne diventerà uno spot di Lucca in tutto il mondo. Perché Vallien si è innamorato a tal punto della città e delle emozioni che le sue opere hanno suscitato, per primo in lui, nelle stanze di Palazzo Guinigi più che in altre strutture museali in cui è stata allestita in precedenza, da progettare di girare un film della sua mostra, con tanto di scorci della città, che verrà proiettato in occasione di tutte le altre esposizioni future delle stesse opere.

La premiére del docufilm (durata prevista cinquanta minuti) si svolgerà a Lucca, dopodiché la pellicola sarà proiettata a novembre in Danimarca e successivamente a Chicago, città che hanno già prenotato le “stanze di vetro” dell’artista.

La regia del film sarà di Peter Krusa, altro svedese che ha subito la fascinazione di Lucca. «La prima volta che sono venuto in città - dice Vallien - mi sono sentito come in una foresta, circondato da cultura e segni di storia. Camminare nelle strade del centro storico è come stare in un museo aperto. Mi sono innamorato della città guardandola da piazza San Michele, con la gente che viaggia in bicicletta, il senso di calma che trasmette».

Di queste sensazioni sarà permeato il film che Vallien si appresta a girare con l’amico Krusa. Lo scultore ne sarà protagonista, guiderà lo spettatore attraverso la città e nelle stanze della sua mostra in palazzo Guinigi, sottolineando la bellezza delle luci e l’effetto che ottengono incrociandosi con il vetro delle sue opere. «Ho deciso, sarò ambasciatore di Lucca», dice sorridendo Vallien.

Sorridono per la soddisfazione di una scommessa vinta anche gli organizzatori. Stefania Trolli ricostruisce il percorso seguito per portare la mostra di Vallien a Lucca. «Abbiamo subito ideato il progetto - racconta - quando abbiamo visto la mostra, nel settembre 2012, alla Biennale di architettura di Venezia. Là l’esposizione era in nove stanze con nove temi diversi. Abbiamo proposto all’amministrazione comunale di Lucca di concederci gli spazi di Palazzo Guinigi. C’era una stanza in meno e così abbiamo ripensato la mostra come “8 Rooms”, otto stanze. Gli spazi di Palazzo Guinigi si sono rivelati ideali e perfetti per l’arte di Vallien».

E così Arturo Nardini, presidente dell’associazione San Cristoforo. «Siamo rimasti soddisfatti che il Comune abbia accettato la nostra proposta, anche se non ha mantenuto la promessa di fare pubblicità alla mostra, che potrebbe avere avuto così anche più successo. Adesso questa mostra diventa uno spot gratuito per Lucca. È una chiara dimostrazione di come sia importante per una città ospitare artisti che viaggiano di continuo in tutto il mondo».

Per favorire l’affluenza dei visitatori, la San Cristoforo ha istituito la formula del biglietto scontato (non cinque ma quattro euro) per quanti avevano scelto di vedere anche l’altra mostra che l’associazione sta curando nella chiesa sconsacrata di San Cristoforo (Untitled, del belga Wim Delvoye, in corso fino al primo settembre).

Ma Vallien potrebbe avere altri progetti in cantiere sempre legati a Lucca. Quello appunto di realizzare una scultura dedicata unicamente alla città. Su come sarà, cosa rappresenterà, al momento l’artista mantiene il riserbo. Ma un’indicazione la dà: «Sto visitando le cave di marmo sulle Apuane a Carrara. Vorrei fare qualcosa ispirato ai cinquecento anni delle Mura...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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