Gioco
La carica dei “nuovi” professori «Di ruolo dopo anni da precario»
All’Iti la seduta della commissione per l’assunzione dei docenti delle scuole medie e superiori C’è l’ex giornalista diventato insegnante e chi si è dovuto trasferire dalla Sardegna per poter lavorare
LUCCA. Arriva il tanto desiderato posto fisso per molti insegnanti della provincia di Lucca. Nella mattinata di ieri, presso l'ITI “E. Fermi” si è tenuta la seduta della commissione per l'immissione in ruolo dei docenti delle scuole medie e superiori, in un momento di grande emozione per i presenti, dato il più o meno lungo periodo di precariato che tutti hanno attraversato. Tanti sorrisi, che però nascondono un passato difficile dal punto di vista lavorativo e i tanti anni spesi alla ricerca dell'irraggiungibile posto fisso.
Tante storie diverse, quelle riunite ieri mattina al Fermi. Come quella di Giampaolo Giampaoli, 40 anni con un passato da giornalista, che si ritiene fortunato: «Insegno italiano, storia e geografia alle scuole medie. Ho avuto la buona sorte dalla mia parte, in confronto a tanti altri qui presenti: ho fatto “solo” sei anni da precario, per lo più in Media Valle e sulla Piana. Ho approfittato di un momento di crescente pensionamento e ho avuto il posto, ma per molti altri che verranno dopo di me non sarà così facile. In Italia purtroppo non diamo abbastanza possibilità ai laureati».
«Siamo insegnanti di inglese e siamo precarie da otto anni - hanno detto in coro due donne di 36 anni che preferiscono non apparire con il loro nome -. Abbiamo lavorato in tantissime scuole, soprattutto in Versilia e Garfagnana. In Italia il mestiere dell'insegnante è sospeso a metà tra la tanta rabbia per la situazione precaria e le tante soddisfazioni che comunque si hanno a lavorare con i ragazzi; dispiace cambiare istituto ogni anno proprio perché ci si affeziona agli studenti».
Tra i presenti anche Leonardo Altamura, 38 anni, arrivato al posto fisso dopo 5 anni da insegnante di sostegno. «Insegno matematica e scienze e ho lavorato a Pietrasanta, Varignano, Massarosa, Santa Maria a Colle e Lucca Centro - ci ha detto - .Sono molto contento, perché un lavoro stabile, soprattutto in questo momento di crisi, è una grande sicurezza. Nel nostro paese non valorizziamo abbastanza l'attività degli insegnanti, che, per me, è un qualcosa più vicino ad una missione piuttosto che un impiego. Lavorando con ragazzi disabili, mi sono anche reso conto dell'irrazionalità del sistema scolastico italiano: fa davvero bene a loro cambiare ogni anno insegnante? Secondo me bisognerebbe dare più continuità all'insegnamento. In più non capisco come mai siamo costretti a trasferte così lunghe, quando l'offerta dei docenti è diffusa in maniera omogenea su tutto il territorio».
Forse una delle più interessanti è la storia di Sonia Ruiu, 46 anni, da tredici precaria. «Ho insegnato per 11 anni scienze naturali in Sardegna - ha affermato - poi mi sono spostata a Lucca proprio per cercare un posto fisso: infatti, dopo due anni qui, ci sono riuscita. Probabilmente se fossi rimasta là non avrei mai trovato lavoro. L'Italia è vittima di una serie di politiche sbagliate che riguardano la scuola pubblica e che hanno favorito il precariato. Per me, sono i tagli all'istruzione la causa della crisi economica attuale».
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