Il Tirreno

Lucca

Sale congressi, tante e sconosciute

di Nadia Davini
Sale congressi, tante e sconosciute

Venti strutture per 3.496 posti solo dentro le Mura, ma sono poco promosse

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LUCCA. Le location ci sono e sono tutte di prestigio. Quello che sembra mancare, però, è una promozione unitaria, tale da rendere il sistema congressuale lucchese elemento determinante del pacchetto di offerta turistica con cui la città si presenta al mondo. Storia, arte, paesaggio e spazi congressuali di grande livello. Un business di notevoli potenzialità di sviluppo che suscita non pochi appetiti. Lo stesso Real Collegio, nato come Università, poi usato negli anni '50 come centro di raccolta dei profughi istriani, tornato poi scuola e oggi luogo privilegiato delle maggiori manifestazioni lucchesi (Desco, Lubec, Festival del Volontariato) è una delle punte di diamante del sistema congressuale lucchese, grazie anche alla lungimirante opera del compianto presidente Aurelio Russo, sostituito dal prof. Paolo Marchini.

Ma esploriamo la costellazione dei siti lucchesi che possono ospitare convegni e congressi. All'indirizzo web www.conventionbureaulu.it è possibile consultare l'offerta congressuale complessiva. Un sito accattivante e ben strutturato, forse però troppo "essenziale", privo di possibilità di interazione. La ricerca è complessa, ma poi, alla fine, un clic risolve il problema: un menu con nove “voci” ci indirizza finalmente a un elenco di strutture, pubbliche e private. Un panorama completo presentato in ordine alfabetico, in cui il San Romano, a dispetto della “esse” iniziale, risulta al primo posto, nella prima delle dieci pagine disponibili, grazie al termine “auditorium”. Chiude l’elenco, a pagina dieci, Villa Rossi di Gattaiola. La presentazione è accattivante. Il problema però nasce se qualcuno, attratto da questa offerta, decide di prenotare: costi e tariffe restano un mistero e non c’è uno straccio di numero telefonico o di indirizzo email cui rivolgersi. L’unica voce credibile è Come Arrivare: in automobile, in aereo, in autobus, in treno.

Insomma, gli spazi non mancano: ce ne sono una ventina solo dentro le Mura, per un totale di 3.496 posti. Ma in quanti li conoscono? È facile prenotarli? È facile promuoverli? «Non è facile per niente – spiega il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini –. Manca purtroppo il coordinamento di tutte queste strutture e la presenza di un interlocutore unico cui rivolgersi. Molti operatori turistici o organizzatori di eventi hanno lamentato le diffuse difficoltà per accedere agli spazi. Va detto che, anche dal punto di vista congressuale, Lucca è cresciuta negli anni, soprattutto grazie all'iniziativa di singole realtà, perché vanta un certo appeal che fa gola».

Facile intuire opportunità concrete per la città: la crescita, negli ultimi anni, del numero delle sale ne è la riprova, ma sembra che molto sia ancora da fare. «Il sistema convegnistico – continua Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio – più che congressuale, considerata la capacità ricettiva lucchese e la grandezza delle sale, rappresenta un'opportunità per il turismo cittadino. Sarebbe opportuno avere un unico ente di prenotazione, un unico brand di promozione; in poche parole un'unica struttura, sullo stile del convention bureau, che coordini varie realtà e le promuova. È inutile riproporre gli stessi modelli congressuali: per quelli ci sono già due realtà importanti come Montecatini e Viareggio. La nostra città dovrebbe specializzarsi in eventi convegnistici di nicchia».

Messa a punto di coordinamento e promozione: anche di questo dovrà occuparsi il protocollo d'intesa firmato da Comune, Provincia e Camera di Commercio, che già da questa settimana entrerà nel vivo della sua operatività.

«A breve sono previste riunioni per passare alla fase operativa – racconta Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio –. Sono convinto che Lucca, nonostante alcune carenze, abbia le caratteristiche per diventare un centro congressuale importante, puntando sull'attrattiva della città». Stessa consapevolezza anche per l’assessore al turismo, Massimo Tuccori, per il quale importante è «destagionalizzare il turismo». E, in questo senso, partire dai circuiti convegnistici e congressuali potrebbe rappresentare una valida risposta. Ultimo appunto: sul sito conventionbureaulu.it non è stato inserito il San Francesco, con la chiesa (500 posti) e la Cappella Guinigi (120). Se ci si sposta in periferia, però, l’elenco delle strutture congressuali si arricchisce di altre location, in primis il Polo fiere di Sorbano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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