Gioco
Inseguiti e minacciati dopo il pestaggio
Parlano due amici del giovane sfregiato dagli estremisti di destra: «Si è ricreato il clima di paura che sembrava finito»
LUCCA. «Non chiamatela guerra tra bande, vi prego». L'appello, quasi un grido di sconforto, arriva dai ragazzi di Torpedo che in questi giorni stanno vivendo momenti difficili e di grande preoccupazione, ricevendo però la solidarietà di molte persone, e non solo quelle vicine agli ambienti dell'antifascismo militante e della sinistra. A gruppi di dieci arrivano al parco delle Madonne Bianche, dove i ragazzi di Torpedo stanno svolgendo un lavoro di riqualificazione dell'intera area. Hanno saputo quello che è successo nella notte fra sabato e domenica, quando un ragazzo di vent'anni è stato colpito da una bottiglia, lanciata da un estremista di destra (che non era da solo) in via San Giorgio, di fronte al bar "Caffè ristretto". La notizia in poche ore è rimbalzata in tutta la città, alcuni l'hanno letta sui giornali, altri conoscono la vittima personalmente. «Che non ci fossimo anche noi quella sera – dicono alcuni studenti – è stato solo un caso. Poteva succedere a uno qualunque di noi, non è una guerra tra bande. In questa città c'è una parte di gioventù che si impegna, si schiera e scende in piazza: e da anni continua a subire minacce, violenze e insulti da un gruppo di estremisti di destra, ben noti. Gli stessi che prima militavano in Forza Nuova, poi nei Bulldog e che ora sono dispersi dentro qualche palestra, intorno ad alcuni gruppi musicali connotati ideologicamente o, peggio ancora, nelle scuole».
Parlano come un fiume in piena; alcuni di loro, anche tra i giovanissimi, hanno vissuto esperienze simili: chi si è visto seguito fuori da scuola, chi ha ricevuto insulti o schiaffi, chi minacce e aggressioni con conseguenze anche gravi. In tutti i casi senza un reale motivo apparente e la violenza gratuita come comune denominatore, come coagulante che sembra arricchire le serate (comprese quelle di festa, come sarebbe dovuta essere quella di sabato scorso per la Notte Bianca) di una certa generazione di ragazzi, anche minorenni, talvolta muniti di tirapugni, cinghie o bastoni, riuniti sotto un'etichetta che porta il nome di "fascismo".
Che la sera di sabato scorso segni un punto importante nel ricrearsi, in modo visibile, di un fenomeno violento in città, che in passato ha già conosciuto stagioni simili, lo dice quello che è successo nel corso della stessa notte, dopo l'aggressione di via San Giorgio. Non contenti di aver mandato in ospedale un ragazzo con un taglio in piena faccia, hanno tentato di compiere un doppio pestaggio, lontano dal centro storico, ai danni di due ragazzi del gruppo Torpedo. «Dopo che la polizia ci ha allontanato da Corso Garibaldi – racconta uno dei due ragazzi, studente di 23 anni – siamo andati via dalla città, ognuno verso le proprie case. Erano le 4,30 ed ero in bicicletta: appena imboccata la via di casa mi sono accorto che c'era una macchina parcheggiata con quattro persone dentro, proprio nella strada adiacente a casa mia. Passando in bici ho guardato dentro e ho riconosciuto i personaggi, estremisti di destra. Così ho cominciato ad accelerare. Loro sono usciti di corsa dalla macchina e hanno iniziato a correre per prendermi. Sono riuscito a seminarli e sono andato a nascondermi dietro alla stazione. Aveva appena iniziato a piovere, quando mi ha chiamato il mio amico, ansimando, per dirmi che anche lui era stato inseguito».
Solita dinamica, solita paura. «Anche lui – continua il ragazzo di Torpedo – è arrivato sotto casa alla stessa ora. Era in macchina. Appena sceso ha visto uscire da un'altra auto quattro persone che lo stavano raggiungendo con insulti e minacce. Ha iniziato a correre fortissimo, inseguito anche lui, per poi arrivare al pronto soccorso stremato e in preda a un attacco di panico. Quando la mattina, intorno alle 7,30, l'ho accompagnato a casa ha trovato i finestrini della macchina rotti e altri danni alla carrozzeria».Ora c’ è la paura a farsi sentire ogni volta che tornano a casa, che sia di pomeriggio o di notte dopo cena. «Forse tutte queste azioni violente – conclude lo studente – sono collegate al fatto che Torpedo si sia esposto molto negli ultimi mesi per la questione delle Madonne Bianche. Forse a questi ambienti ben connotati ideologicamente dà noia che un gruppo di ragazzi si sia dato da fare per ripulire un posto e renderlo vivo. Non so se si trattava di un rito di iniziazione, so che quelli che erano presenti in via San Giorgio, pur essendo molto giovani, già da un po' militano nell'estremismo di destra. Non c'erano i grandi in via San Giorgio, quelli erano passati le sere prima. C'erano i ragazzi più giovani: quando si tratta di fare azioni violente mandano avanti loro, perché sono incensurati». Lo resteranno per poco.
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