Gioco
Celebrato il sacrifico di Leandro Puccetti
MOLAZZANA. Il 25 agosto è, di fatto, il “giorno della memoria” per l’intera Valle del Serchio. Quello della commemorazione della figura di Leandro Puccetti, giovane studente universitario...
MOLAZZANA. Il 25 agosto è, di fatto, il “giorno della memoria” per l’intera Valle del Serchio. Quello della commemorazione della figura di Leandro Puccetti, giovane studente universitario gallicanese che, mosso dalla necessità di segnare la storia della Patria, guidò sul monte Rovaio, la formazione partigiana del “Gruppo Valanga” in una cruenta battaglia contro l’esercito tedesco. Il comandante Puccetti, dopo una strenua resistenza sulle alture apuane, perì sotto il fuoco di un atto di rappresaglia per poi morire il 3 settembre del 1944.
A distanza di sessantanove anni, il ricordo è sempre vivo. E così, anche domenica, la commemorazione su alla foce del Piglionico, è stata occasione di riflessione, studio, e monito per tutti. Alla cerimonia, erano presenti tutti i sindaci e rappresentanti dei comuni della zona, il senatore Andrea Marcucci, il senatore Corradino Mineo (giornalista e membro della commissione cultura del Senato), l’assessore provinciale Diego Santi, il direttore dell’Istituto Storico Lucchese, Gianluca Fulvetti e tanti rappresentanti dell’Anpi. Significativa, poi, la presenza di Benedetta Brighenti, vicesindaco di Castelnuovo Rangone in provincia di Modena, teatro di una battaglia avvenuta pochi giorni prima il massacro del Rovaio.
Una festa religiosa e laica, introdotta dalla dura e ficcante omelia di fra Benedetto Mathieu, parroco di Molazzana e insigne filosofo, che ha saputo toccare le corde di tutti gli intervenuti: «Non esiste pace senza onestà e giustizia e questa non è solo esporre bandiere, ma tenere un dialogo tra le parti. Il problema è che affinchè la giustizia sia davvero uguale per tutti, occorre prima capire che tipo di società si vuole». E rivolgendosi alle istituzioni presenti: «Non esiste la libertà, perché l’uomo è sempre condizionato, e allora in certi momenti bisogna saper decidere, questa è la vera difficoltà».
È toccato al padrone di casa, il sindaco di Molazzana, Rino Simonetti, aprire il dibattito. Visibilmente commosso, il primo cittadino ha voluto salutare Elio Bertolozzi, ultimo reduce del Gruppo Valanga che ieri, a causa di problemi di salute, non era presente.
Corradino Mineo è stato autore di una relazione che ha colpito tutti: «Ben vengano momenti come questo – afferma – perché un giovane di venti si pose il problema di una scelta: stare da una parte o dall’altra, e scelse la Patria». Simbolica la chiusura delle celebrazioni, affidata alla Corale di Molazzana-Cascio che ha intonato magistralmente un “Va pensiero” che ha fatto vibrare le coscienze degli intervenuti. (n.b.)
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