Il Tirreno

Lucca

Preso 72 ore dopo l’ultimo colpo il bandito gentile con il trincetto

di Luca Tronchetti
Preso 72 ore dopo l’ultimo colpo il bandito gentile con il trincetto

Sottoposto a fermo di pg l’autore delle rapine all’agenzia di Porcari del Monte dei Paschi di Siena e alla filale di Candeglia della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia che fruttarono 6500 euro

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LUCCA. Dura 72 ore la fuga del bandito gentile che armato di cutter chiede scusa ogni volta che entra in un istituto di credito per compiere una rapina. Il suo telefono era sotto controllo sin dal momento del colpo messo a segno a volto scoperto all’agenzia di Candeglia della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia che fruttò tremila euro. E la sua decisione - dopo il secondo colpo compiuto mercoledì all’agenzia MPS di via Marconi a Porcari (3500 euro il bottino) - di allontanarsi dall’Italia per raggiungere Nizza e Saint Tropez in attesa che si fossero calmate le acque non ha colto di sorpresa polizia e carabinieri tanto che la questura aveva chiesto e ottenuto di intercettare il suo cellulare. Le nitide immagini di videosorveglianza dell’istituto di credito avevano fugato da subito ogni dubbio sulle generalità del bandito gentile: Paolo Anfossi, 59 anni, originario di Sanremo, precedenti specifici e stesso modus operandi analogo nella sua lunga carriera. Così gli agenti della questura di Pistoia - in stretta collaborazione con i militari della stazione di Capannori, del radiomobile dei carabinieri di Cortile degli Svizzeri e della polizia di Lucca - ascoltando una conversazione con tra il rapinatore e la sua donna hanno capito che il bandito sarebbe rientrato in Italia sabato mattina. E alle 7 lo hanno atteso al varco bloccando su un treno alla frontiera di Ventimiglia e sottoponendolo a fermo di pg. Entro cinque giorni l’udienza di convalida per rogatoria. Nel frattempo Anfossi è detenuto nel carcere ligure per rapina e tentata rapina.

La reazione del cassiere. Come ipotizzato da Il Tirreno nell’edizione di giovedì il malvivente solitario che aveva rapinato l’agenzia del Monte dei Paschi di Siena a Porcari era lo stesso che, senza guanti, a volto scoperto e con il trincetto a portata di mano, aveva cercato di colpire lo sportello del Credito Valtellinese di Prato fallendo nell’impresa per la reazione del cassiere che minacciava di tirargli in faccia la spillatrice. Il bandito non aveva insistito e se ne era andato con le pive nel sacco. Il giorno dopo - martedì 20 agosto - aveva atteso che i clienti dell’istituto di credito di Candeglia fossero usciti per entrare a volto scoperto con il taglierino, minacciare il cassiere e impossessarsi di tremila euro per poi fuggire a piedi. E ,mercoledì era stata la volta dell’MPS a Porcari dove Anfossi si era scusato con la cassiera nel bel mezzo della rapina cercando in qualche modo di giustificarsi. «Ho bisogno di soldi, sono nella m...., » le parole pronunciate mentre fuggiva con 3500 euro.

Telefonate galeotte. Una rapina al giorno a volto scoperto denota una precisa volontà di farsi acciuffare specie per una persona già schedata e più volte arrestata. Le immagini delle telecamere a circuito chiuso inviate al Racis, le intercettazioni telefoniche, il precedente arresto della polizia di Lucca hanno reso tutto più facile. Lui dalla Costa Azzurra telefonava alla sua compagna dicendo di aver perso i soldi frutto delle rapine al tavolo verde del Casinò e di avere una pistola pronta a sparare nel caso lo acciuffassero. Millantato credito? Realtà? Difficile dirlo con certezza anche se in tasca gli agenti gli hanno trovato 200 euro.

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