Gioco
La Fondazione Crl punta al Monte
Carige potrebbe cedere una quota della partecipazione. Il presidente Lattanzi: «Non possiamo che essere interessati»
LUCCA. «Quando siamo entrati in Banca del Monte lo abbiamo fatto per difendere la lucchesità. Quindi è chiaro che di fronte agli scenari che si prospettano non possiamo che essere interessati». A parlare è il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Arturo Lattanzi, e gli «scenari» evocati sono quelli di una possibile cessione da parte di Banca Carige di una parte del pacchetto di maggioranza dell’istituto di piazza San Martino.
Il panorama entro il quale si gioca questa complessa partita è stato delineato dalle notizie arrivate negli ultimi giorni da Genova. Il punto è l’aumento di capitale che dovrebbe interessare Carige, per una cifra intorno agli 800 milioni. In un primo tempo, pareva che questi soldi sarebbero stati trovati facendo aprire i portafogli dei soci o prevedendo nuovi ingressi. Poi è emersa l’ipotesi che gran parte, se non tutto, l’aumento di capitale venga coperto con la dismissione di partecipazioni di Banca Carige. Un progetto, questo, che era già iniziato con la vendita di Carige Sgr e che ora sta procedendo con l’alienazione del ramo assicurativo. Ma visto che quest’ultimo non sembra ritenuto molto appetibile dal mercato, ecco che sul piatto arriva l’ipotesi di cedere quote di Banca Cesare Ponti, Cassa di Risparmio di Savona , Cassa di Risparmio di Carrara e - appunto - Banca del Monte di Lucca.
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