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Lucca

Ma i campi di girasole sono devastati

Ma i campi di girasole sono devastati

Esasperati gli agricoltori, privi di ogni risarcimento. Sollecitato l’abbattimento selettivo degli uccelli

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LUCCA. Mostrano foto inquietanti che sembrano uscite dal film “Uccelli” di Hitchcock. Un'invasione di piccioni che ha devastato decine di ettari nel Padule del Bientina.

Un grido di allarme quello lanciato dagli agricoltori porcaresi per i disagi causati dai piccioni che distruggono i campi di di girasole e mais. La popolazione di questi volatili negli ultimi anni è cresciuta a dismisura e quest'anno gli agricoltori che hanno seminato seguendo le direttive dell’Unione Europea i terreni a girasole rischiano di perdere più del 50% del raccolto a causa dei “colombacci” che stanno devastando i raccolti e la semina.

Stanchi ed esasperati per una situazione ancora senza una soluzione definitiva. Chiamano in causa politici e la Asl per i problemi di carattere sanitario provocati dai volatili che portano zecche e infezioni.

Un allarme raccolto dal sindaco Alberto Baccini che ha già contattato la Provincia per intervenire in accordo con le associazioni venatorie con un abbattimento dei piccioni che hanno invaso i campi in questo periodo della stagione dove trovano cibo e riparo dentro vecchie case e ruderi, in un habitat a loro ideale.

«Siamo stanchi e disperati, i piccioni beccano prima la seme a terra, poi il germoglio e alla fine svuotano le piante mature dalle semi e così il raccolto va in fumo. Inoltre portano zecche e il vaiolo con un rischio grave per la salute dell'uomo e dei bambini» dicono Giampiero Marcucci, Massimo Del Carlo e Loris Tocchini che parlano a nome di una ventina di agricoltori che coltivano un centinaio di ettari. «Chiediamo solo di essere tutelati e poter salvare il raccolto, altrimenti nessuno coltiverà più il girasole».

«L'abbattimento va fatto ora per limitare i danni - dice Iacopo Mori, direttore della Coop l’Unitaria - il problema si trascina da almeno cinque-sei anni». Gli agricoltori quantificano i danni.

«Siamo nell’ordine del 50 per cento del ricavato, poi dipende dall'appezzamento, a Porcari la produzione media è di 1500-2000 mila euro l'ettaro». Un problema complesso che investe diversi aspetti giuridici e sanitari. «Negli ultimi anni inoltre i piccioni si sono riprodotti anche in modo spropositato, allontanandosi dalla città per spostarsi nella campagna. Il piccione è un animale protetto, quindi non è cacciabile, ma in questo caso si tratta di un'emergenza, vogliamo rispettare le procedure di legge. Tra l'altro non abbiamo forme di risarcimento come per i danni dalle alluvioni».

Il sindaco Baccini ha affrontato la questione. «Mi sono fatto carico di queste istanze, ho già contattato l'assessore provinciale Diego Santi, disponibile a trovare una soluzione, pur con le limitazioni dovute alla vicinanza delle case. Sono pronto anche dare il via a un abbattimento selettivo, ma autorizzato, visto che non ho uno strumento giuridico per emettere un'ordinanza. L'unica strada è considerarlo un problema di igiene e salute pubblica. Un problema che ha colpito anche alcune aziende cartarie perché questi piccioni entrano nel magazzino del prodotto finito. Alcune aziende hanno dovuto prendere iniziative di autodifesa».

«È una questione da affrontare in modo strutturale programmando un piano di abbattimenti con la Provincia» dice il consigliere comunale all'agricoltura Loris Del Prete.

Nicola Nucci

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di Redazione web