Il Tirreno

Lucca

Artè, adesso serve l’impianto digitale

di Nicola Nucci
Artè, adesso serve l’impianto digitale

Stanno per sparire le vecchie “pizze” e occorre un investimento elevato. Resta da vedere chi metterà mano al portafogli

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CAPANNORI. Addio alle “pizze”. Dal 1º gennaio del 2014 nei cinema non saranno più distribuiti film in pellicola, ma solo nel formato digitale. Un problema che riguarderà anche Arté dove ancora si proiettano le bobine classiche, grosse e poetiche ma ormai destinate a diventare un pezzo da museo. E dal nuovo anno noleggiare le nuove pellicole costerà carissimo, si parla di 600-700 euro l'una. Poi dal 2015 stop alla pellicola e avanti solo con il digitale. Adeguare la tecnologia si stima costerà 50mila euro, anche se con tutta una serie di agevolazioni fiscali e promozioni che faranno scendere la spesa, con la possibilità di leasing ed acquisti rateaizzati. Un costo pur sempre difficile da ammortizzare di questi tempi.

Un brutto colpo per i piccoli cinema che soffriranno il passaggio definitivo al digitale. Con gli incassi attuali sarà dura coprire le spese. Pertanto anche Arté, che secondo quanto annunciato dal Comune riaprirà ad ottobre per riprendere la sua programmazione di film, spettacoli teatrali e musicali, dovrà dotarsi di impianto digitale.

Ma chi farà questo investimento? Per il Comune sarebbe un'altra spesa dopo i soldi spesi per la messa in sicurezza e l'adeguamento a locale di pubblico spettacolo ed ora per migliorare il sonoro e rendere più funzionale la sala. Una soluzione sul tavolo potrebbe essere che ad accollarsi i costi dell'intervento siano i gestori dietro una convenzione pluriennale (3 o 4 anni) che comprenda tutta l'attività cinematografica (ad Arté e all'aperto ad Artemisia in estate) in modo da ammortizzare l'oneroso investimento.

E a questo punto con un ulteriore sforzo arrivare a dotare la sala anche di poltroncine da cinema, dal momento che sarebbe un controsenso realizzare un impianto gitale e poi stare scomodi sulle sedie. Probabile un incontro a settembre tra il Comune e gli attuali gestori per valutare le prospettive.

«Siamo consapevoli che il passaggio obbligato al digitale comporterà dei costi ma anche delle opportunità – dice Maximiliano Dotto, presidente del cineforum Ezechiele - siamo disponibili a discuterne con il Comune per trovare una buona soluzione che possa permettere ad Artè di continuare a proporre cinema di qualità».

Dal dicembre scorso Arté è stato riconvertito in un cinema-teatro, tornando alla sua antica vocazione e trasformando la struttura in un punto di aggregazione culturale e svago per la cittadinanza che hanno ben poche città in Toscana. E subito apprezzato dai capannoresi (e non solo), malgrado qualche problema tecnico in via di risoluzione.

Da marzo la programmazione è stata sospesa a causa delle infiltrazioni alla copertura. Il problema sarà eliminato grazie all'impermeabilizzare del tetto. La struttura, salvo intoppi, riaprirà ad ottobre per la stagione autunnale. Tra gli altri interventi annunciati dall'amministrazione comunale un sistema di insonorizzazione per migliorare l'acustica ed eventualmente un maggiore oscuramento della sala per fare entrare meno luce, consentendo anche proiezioni in orari pomeridiani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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