Il Tirreno

Lucca

Lotta ai piccioni, nessuna multa

Lotta ai piccioni, nessuna multa

Dal 2008 un’ordinanza del Comune vieta di darli da mangiare, ma non ci sono controlli

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LUCCA. Negli uffici del Comune si racconta di una multa fatta anni fa a una donna che dava da mangiare ai piccioni in piazza San Michele. Forse è stato il primo e unico caso. Insomma, l’ordinanza che vieta di dare cibo ai piccioni c’è, dal maggio del 2008, ma resta lettera morta. Con buona pace di chi quei pennuti proprio non li tollera perché sporcano, portano malattie (circa 60, tra le più pericolose criptococcosi, istoplasmosi, ornitosi, salmonellosi, toxoplasmosi), disturbano, fanno rumore. Come dicono anche molti ristoratori della città, stanchi dei volatili che saltano sui tavoli, beccano le briciole e che con il loro guano rovinano monumenti e asfalto.

Cinque anni fa il sindaco Mauro Favilla aveva firmato un’ordinanza teoricamente ineccepibile. Peccato, però, che i controlli siano inesistenti.

Si partiva da un presupposto: nel territorio comunale sono presenti numerose colonie di piccioni e, specialmente nel centro storico, molte abitazioni presentano aperture nella muratura esterna, che vengono utilizzate per la nidificazione, mentre altre non utilizzate, prospettano finestre, cornicioni, lucernai e sottotetto colonizzati da questi animali che nidificano indisturbati, con conseguente incremento numerico e inurbamento delle colonie, determinando problematiche di carattere igienico e sanitario.

Il Comune, con il supporto della Sanità pubblica veterinaria dell’Asl 2, aveva elaborato un "Piano per il controllo e contenimento della popolazione dei piccioni" che prevedeva anche il divieto di somministrazione del cibo (sia sul suolo pubblico che su aree private) ai piccioni in centro storico, compresi gli spalti delle Mura. L’ordinanza vieta di lasciare scarti di prodotti ortofrutticoli e di altri generi commestibili in prossimità di mercati, esercizi pubblici, commerciali. Poi un invito rivolto ai proprietari di edifici situati nel centro storico di provvedere a propria cura e spese a schermare con adeguate reti a maglie sottili o altro mezzo idoneo gli accessi ai luoghi adatti alla sosta e nidificazione dei piccioni; a installare dissuasori sui punti di posa (cornicioni, terrazzi, pensiline, davanzali) per evitare lo stazionamento de piccioni. Inoltre, l’ordinanza invita a mantenere perfettamente pulite da guano o piccioni morti le zone sottostanti i fabbricati o strutture interessate dalla presenza di piccioni e anche a rimuovere eventuali escrementi di piccioni presenti su terrazzi, soffitti, cornicioni e qualunque luogo accessibile facendo seguire l'intervento da una adeguata pulizia e disinfestazione delle superfici interessate

L’ordinanza prevede che ci contravviene alle disposizioni venga multato: da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. (d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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