Il Tirreno

Lucca

Arrivano i defibrillatori “pubblici”

di Luca Cinotti
Arrivano i defibrillatori “pubblici”

Saranno installati in dodici postazioni sulle Mura e nelle vie del centro. E in futuro anche nei quartieri della periferia

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LUCCA. La parola non è delle più belle e forse non verrebbe approvata dall’Accademia della crusca. Ma - in questo caso - è il concetto che conta: Lucca, fra poche settimane, sarà una città “cardioprotetta”, almeno all’interno del centro storico. Arriveranno infatti 12 defibrillatori semiautomatici in altrettante colonnine, sistemate nei punti più frequentati della città (li potete vedere nella mappa qui a fianco).

L’iniziativa mette Lucca all’avanguardia in Italia, visto che l’unica altra realtà paragonabile è quella di Monza. Bisogna, tuttavia, ricordare, che l’intero Paese è molto indietro rispetto ad altre realtà europee e americane, dove i defibrillatori “pubblici” sono presenti ormai da diversi anni.

L’anima della iniziativa è Stefano Ungaretti, presidente della associazione “Mirco Ungaretti”, che porta il nome del fratello morto a soli 33 anni nel 2009. «È un progetto molto importante - spiega Ungaretti - che pensiamo si possa sviluppare in più fasi». La prima, appunto, è quella dei defibrillatori che arriveranno a breve nel centro storico: quattro sulle Mure, gli altri nelle vie e nelle piazze più frequentate dai turisti, con l’obiettivo di poterne raggiungere uno, da ogni parte della città, in soli tre minuti.

r «L’iniziativa al momento è finanziata dalla Provincia e stiamo cercando altri sponsore - continua Ungaretti -. Non posso dare una data precisa su quanto saranno a disposizione i defibrillatori, ma sicuramente sarà in autunno, spero a ottobre».

Dopo questo “step” ci sarà - se le condizioni economiche lo consentiranno - un’espansione delle colonnine “salvavita”. L’idea, spiega Ungaretti, «è di procedere “a spirale” partendo dal centro e verso i quartieri della prima periferia». L’obiettivo sarebbe di arrivare ad avere una ventina di postazioni in totale, da installare soprattutto nei parcheggi e, comunque, nelle zone più frequentate.

Il ruolo dei defibrillatori nel trattamento dell’arresto cardiaco è ormai ampiamente riconosciuta. Il defibrillatore - si spiega nel volantino che accompagna l’iniziativa - «è l’unico in grado di convertire con una scarica elettrica un’aritmia maligna che ogni anno in Italia miete oltre 76mila vittime. Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco p preceduto da un ritmo defibrillabile e nel 60% dei casi l’evento avviene in luogo pubblico. È per questo motivo che un celere intervento entro i cinque minuti dall’arresto cardiaco, in attesa dei soccorsi avanzati, può fare la differenza tra la vita e la morte».

I primi destinatari dell’uso dei defibrillatori (che saranno piazzati in postazioni telecontrollate e con allarme) saranno i soccorritori, volontari e professionali, che hanno un’abilitazione specifica. Ma non solo: la colonnina riporterà il testo dell’articolo 54 del codice penale, quello sullo “stato di necessità” che di fatto esonera chiunque dalle responsabilità di eventuali reati «chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo». Insomma, per salvare la vita al prossimo l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (che fra l’altro sarà di un tipo particolarmente avanzato, che prevede anche la doppia lingua, italiano e inglese) sarà previsto per chiunque.

Prima dell’entrata in funzione dei defibrillatori sono previsti sia momenti di presentazione (il 14 e 15 settembre) sia momenti di divulgazione al pubblico, il 21 e 29 settembre. In queste ultime due date ci saranno alcuni gruppi che, nelle vie del centro, daranno alcune dimostrazioni pratiche sull’utilizzo dei defibrillatori automatici.

Dal 14 al 20 ottobre, infine, il progetto sarà presentato alla manifestazione nazionale “Viva!”, promossa dall’Irc, l’organizzazione che stabilisce le linee guida per la rianimazione cardiopolmonare.

@LucaCinotti

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