Il Tirreno

Lucca

Rogo doloso, un arresto

Rogo doloso, un arresto

Individuato l’autore dell’incendio notturno a Pontetetto

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LUCCA. Un mistero risolto dai carabinieri in meno di 24 ore con l’autore dell’incendio doloso che poteva provocare danni assai maggiori sia alle cose che alle persone. Un rogo avvenuto alle 3,20 della notte tra sabato e domenica in uno scantinato al numero 317 di via di Ronco a Pontetetto in un edificio di edilizia popolare ha provocato l’intossicazione di un giovane di 19 anni - finito all’ospedale per il fumo acre respirato dopo che le fiamme si erano sprigionate nel seminterrato arrivando sino al primo piano - e ha devastato mobili, suppellettili e altro materiale stoccato all’interno del locale collocato sotto il livello del terreno causando danni ancora da quantificare, ma sicuramente ammontanti a decine di migliaia di euro. Nei guai è finito un abitante della zona che si trova ai domiciliari con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio con l’aggravante di aver scaturito il rogo in un edificio abitato da una decina di famiglie.

I fatti. L’indagato - una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine - avrebbe agito per antichi dissapori nei confronti di una donna che abita nello stesso palazzo. Ma cosa abbia usato per appiccare il fuoco e quale sia stato il reale movente che ha scatenato una rabbia incontrollabile al momento non è dato sapere. Anche perché il sostituto procuratore Sara Polino attende l’interrogatorio di garanzia nelle prossime 72 ore da parte del giudice delle indagini preliminari che dovrà confermare o meno l’arresto (facoltativo nel caso di specie) del «piromane». Di certo c’è che senza il tempestivo intervento dei pompieri le fiamme e il fumo che uscivano dallo scantinato del vecchio palazzo di via di Ronco avrebbero potuto attaccare i piani superiori creando danni ben maggiori. Ci sono stati momenti di terrore tra gli inquilini svegliatisi nel cuore della notte e fuggiti fuori in preda al panico. Ci sono volute quasi tre ai vigili del fuoco per circoscrivere il rogo e impedire che le fiamme attaccassero il primo piano dell’edificio.

L’intossicato. È il figlio della donna nel mirino del «piromane». Le sue condizioni non sono gravi e il suo contributo ad individuare l’autore del rogo è stato prezioso.(l.t.)

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