«Giunta, il sindaco riferisca al consiglio»
Opposizioni di centrodestra e M5S chiedono la convocazione straordinaria sul rimpasto nell’esecutivo
LUCCA. Nove consiglieri comunali hanno protocollato la richiesta della convocazione di un consiglio comunale straordinario nel corso del quale il sindaco informi del rimpasto di giunta, come prevede lo statuto. Dal momento del deposito della richiesta ci sono venti giorni di tempo perché il consiglio comunale venga convocato. A capo del gruppo che ha fatto la richiesta c’è il capogruppo del Pdl Marco Martinelli, che ha già espresso un giudizio molto negativo sull’operazione del sindaco Tambellini che ha accusato di prendere ordini dal governatore Enrico Rossi. Il quale da parte sua in un tweet ha negato di essere al corrente dell’operazione.
Oltre a Martinelli, gli altri frimatari della richiesta sono Piero Angelini, Pietro Fazzi, Mauro Macera, Antonino Azzarà, Laura Giorgi, Giorgio Mura, Angelo Monticelli e Daniela Rosellini. In pratica tutta l’area di centrodestra più M5S.
Sostiene Pietro Fazzi: «Data l'evidente reticenza del sindaco che nella conferenza stampa si è voluto limitare alla sola presentazione delle persone e alla distribuzione delle deleghe abbiamo ritenuto doveroso chiedere la convocazione d'urgenza del Consiglio comunale sulla situazione di crisi dell'amministrazione comunale. La normativa prescrive il passaggio informativo al Consiglio comunale già a cose normali. E' evidente che il confronto con il Consiglio diventa necessario quando il cambiamento è così radicale e le informazioni sulla situazione sono del tutto insufficienti. E' chiaro che il sindaco si trova in una situazione di grave emergenza politico-amministrativa e cerca di rafforzarsi selezionando legami e alleanze con i soggetti che lui ritiene più forti della sinistra regionale e locale nella speranza che qualcuno raccolga il suo sos disperato. Vedremo cosa racconterà in Consiglio: agli eletti e alla città».
Duro anche il commissario regionale della Destra, Daniele Rivieri: «Poche volte abbiamo visto, in appena dodici mesi di attività, decapitare una giunta di cinque elementi su nove, come ha fatto il sindaco Tambellini a Lucca. Se bisogna ammettere il coraggio di un primo cittadino che prova a rivoluzionare la sua squadra per invertire una tendenza piuttosto evidente, va anche rilevato il fallimento di una operazione politica che la sinistra sta proponendo ovunque, con scarsi risultati. La sinistra che anche a Lucca, pur di ottenere voti, promette tutto a tutti e poi rimane ostaggio delle forze più conservatrici, fra le quali va compreso un sindacato che guarda al mantenimento dei privilegi esistenti piuttosto che allo sviluppo del sistema economico locale, si dimostra incapace delle più minime realizzazioni.
«Vicende poi come quella dell’occupazione del complesso delle Madonne Bianche, che ha visto l’amministrazione comunale recitare un ruolo passivo nei confronti di questi gruppi antagonisti che hanno violato la legge in più circostanze, e una generale sensazione di immobilismo e di esagerata servitù verso una Regione che vuole soggiogare Lucca, sono altri elementi che dovrebbero suggerire a Tambellini che l’esperienza è conclusa e che si dovrebbe scegliere una nuova maggioranza per Lucca. Le forze di centrodestra, che hanno molte responsabilità, devono tornare a essere il punto di riferimento dei cittadini, facendo proposte concrete e preparandosi a tornare a guidare la città come i lucchesi meritano. In questo processo la nuova Alleanza Nazionale svolgerà un ruolo di primo piano».
Infine Eros Tetti, del gruppo Salviamo le Apuane, censura l’estromissione dalla giunta dell’assessore all’ambiente Pellegrini Masini, di cui ricorda la «grande competenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
