Gioco
Caos alla Confcoop
Aria di scissione: «No alle lobby»
LUCCA. Tira aria di scissione all’intero della Confcooperative lucchese commissariata il 20 marzo scorso a seguito delle dimissioni del presidente Giuliano Borselli. Proprio il commissariamento per alcuni associati sarebbe stato un grave atto carente di fondate motivazioni che starebbe creando enormi danni. A parlare sono Roberto Guidotti, amministratore unico del centro servizi di Confcooperative, e Pietro Riccomini, presidente del consorzio edilizio Cet, Michele Martinelli, amministratore della cooperativa sociale La Mongolfiera, e Massimo Vinardi, amministratore unico della cooperativa Omnia consulting. Sono loro a farsi portavoce di quella possibile maggioranza di cooperative che intendono «continuare a portare avanti i principi della democrazia senza riconoscersi sotto alcun pensiero lobbistico, difendendo i comuni interessi e le singole gestioni ispirandosi ai principi dell’autentica cooperazione». La loro accusa va contro i commissari nominati dall’inizio del mandato che avrebbero svolto il loro compito senza equilibrio e un minimo di senso della mediazione. «Sembrerebbe che alla base del commissariamento vi possa essere stata la pressione di due grosse cooperative locali - proseguono – probabilmente con l’obiettivo di riuscire a gestire il mercato degli appalti». Sul banco degli imputati infatti ci sarebbero le maxicooperative Morelli e So&Co che a questo punto potrebbero rimanere isolate assieme a quelle altre piccole cooperative che per scelta – a volte condizionata, dicono i dissidenti – ne seguiranno l’esempio. «In una situazione – concludono – è mancata anche l’azione di controllo e garanzia che per statuto spetta ai dirigenti regionali e nazionali, come è mancato il dialogo e il coinvolgimento con qualsiasi organo dirigenziale in quelle sedi».
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