Toscana
Il piazzale della chiesa divide il prete dai paesani
Tensione a Lammari per la decisione del parroco di tenere chiusa l’area che però è stata riaperta per la sagra organizzata dalla parrocchia
LAMMARI. Tensione tra il parroco don Giovanni Romani e i sui parrocchiani, che male hanno digerito la decisione di chiudere il piazzale della chiesa, che fino a poco tempo fa offriva alcuni posti auto in una zona che di stalli non ne ha moltissimi a disposizione, soprattutto in alcuni giorni della settimana.
Il piazzale è interdetto alle auto ormai da qualche mese, compreso il sabato, quanto i genitori accompagnano i figli al catechismo e sono costretti a farli scendere in strada. Nei giorni scorsi, però, lo spazio davanti alla chiesa è stato aperto in occasione della sagra del paese, organizzata dalla parrocchia, e tanto è bastato per infuocare la polemica.
«La situazione tra i paesani e il prete non è delle più rosee ormai da tempo – dice Vittorio Andreoni, dirigente del Lammari 1986 che milita in Eccellenza – Il piazzale è perennemente chiuso, anche quando ci sono manifestazioni organizzate da associazioni locali, eventi pubblici. Questo rappresenta un notevole problema, perché parcheggi in questa zona di Lammari mancano e via Lombarda viene invasa dalle auto, creando non solo disagi, ma anche situazioni di pericolo. Il parroco non ci ha spiegato come mai sia stata presa questa decisione, salvo dire che la richiesta è arrivata dalla Soprintendenza. Poi, però, a luglio, per diversi giorni, il piazzale è tornato parcheggio, in occasione della sagra locale. Assomiglia tanto a una situazione di comodo», commenta Andreoni, che con don Giovanni ha avuto anche altri problemi. «Sabato scorso si è celebrato il matrimonio di mio nipote. Sua madre, però, è finita in ospedale poco prima della cerimonia, con un braccio rotto. Non potevamo certo rimandare, così tutti si sono presentati in chiesa come previsto, eccetto mia sorella, ancora in ospedale. Terminata la cerimonia, abbiamo chiesto al parroco di poter aspettare che lei arrivasse, per fare almeno qualche foto con il figlio e la neo-nuora davanti all’altare, e solo dopo qualche insistenza ci è stato risposto di sì. Quando finalmente mia sorella è arrivata, con il braccio ingessato, il fotografo ha avuto solo la possibilità di fare uno scatto, prima che, insieme agli altri, venisse scacciato dalla chiesa, con il parroco a chiuderci il portone quasi in faccia. A poco sono valse le mie rimostranze e quelle dei presenti. Neanche mia mamma, che da 30 anni collabora con la parrocchia, è riuscita a convincere don Giovanni. Ci siamo rimasti proprio male».
Al di là di questo episodio, sono molti in paese a condividere il pensiero di Andreoni sulla chiusura del piazzale. Tra questi, Lionello Gemignani (ex portiere della Lucchese), proprietario di un bar a pochi passi dalla chiesa, e Leda Conti.
«Un paesano ha dato i soldi in beneficienza per rifare piazzale e renderlo più fruibile e invece poi è stato chiuso. Rimane inaccessibile persino in inverno, quando i bambini vanno a catechismo. Abbiamo chiesto al parroco di aprirlo il venerdì mattina, quando i banchi del mercato occupano l’unico parcheggio in zona, ma ci è stato risposto che non era possibile. Come conseguenza, proprio il venerdì i vigili hanno multato le auto parcheggiate lungo la strada».
Don Giovanni, raggiunto al telefono, ha spiegato che il piazzale è stato chiuso in seguito a un progetto di riqualificazione, progetto per altro spiegato ai parrocchiani e applicato anche in altre chiese della Piana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
