Toscana
Piloti morti nel rally, una proroga di 6 mesi per chiudere il cerchio
Oltre ai 9 indagati tra piloti e responsabile della sicurezza potrebbero essere coinvolte altre persone della corsa
LUCCA. Altri sei mesi d’indagine prima di chiudere il cerchio e definire le responsabilità. La seconda proroga dell’inchiesta sulla tragica fine di Valerio Catelani di 38 anni e Daniela Bertoneri di 35 - rispettivamente pilota e navigatore, morti carbonizzati nella Peugeot uscita di strada durante la prova speciale di S. Ilario di Brancoli il 22 luglio 2012 durante il rally Coppa Città di Lucca edizione numero 47 - sarà anche l’ultima. E servirà per limare gli ultimi dettaglie e chiarire aspetti sinora mai emersi durante un’indagine complessa, tecnica e certosina svolta con grande professionalità e competenza dal sostituto procuratore Elena Leone che si è avvalsa della polizia stradale per compiere accertamenti delicati e decisivi.
Nuovi coinvolgimenti. È possibile che l’ulteriore tempo chiesto dall’accusa al giudice delle indagini preliminari serva per sentire persone sinora rimaste estranee all’inchiesta e che, improvvisamente, diventerebbero indagati del duplice omicidio colposo. Come non è da escludere che per tutti e nove gli iscritti nel registro degli indagati la procura chieda il rinvio a giudizio. Al momento sono indagati per omissione di soccorso aggravata l’equipaggio Iacomini-Cozzani che era alla guida di una Subaru Impreza, le coppie Giannecchini-Mazzanti e Matteucci-Castiglioni entrambi su Renault Clio mentre per omicidio colposo sono indagati il responsabile della sicurezza della manifestazione, Mauro Scarpellini, il presidente della scuderia Pro Racing di Livorno, Fabrizio Bacci, e il preparatore della macchina Silvio Terrosi. Qualcuno potrebbe uscire dal processo in fase di indagini preliminari e qualcun altro venire iscritto in un prossimo futuro.
Su una cosa si può esser certi. Lo scrupolo investigativo del magistrato ha accertato, prove alla mano, la modalità del drammatico incidente costato la vita a due giovani piloti. Le riprese effettuate dalle web camere-car collocate sulle altre auto dei partecipanti al rally, la dinamica, la condotta di guida e i fattori causali dell’incidente fanno un quadro probatorio ben definito. Elemento cardine della tragica storia è il muretto precedentemente abbattuto e non segnalato a piloti e navigatori in gara.(l.t.)
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