Toscana
Parco fluviale, priorità lo stop alle macchine
Il Wwf chiede il ripristino dei lucchetti ai cancelli e controlli dei vigili urbani Da spostare anche insediamenti e attività (pericolosi) presenti nella golena
LUCCA. Arrivano dal Wwf nuove proposte sulla riqualificazione del parco fluviale dopo il dibattito aperto dai servizi de Il Tirreno. Domenico Verducci, presidente della sede locale dell'associazione, si fa portatore di alcune idee.
All’Opera delle Mura, cui compete la cura del parco, il Wwf chiede «il ripristino dei cancelli lungo la via Alzaia, sempre aperti al transito di autovetture e motoveicoli, semplicemente mettendo alcuni lucchetti. Poi sarebbe conveniente implementare la vigilanza della polizia municipale, per evitare il transito di veicoli a motore e l'abbandono incontrollato di rifiuti. A più lunga scadenza, sarebbe necessario richiedere all'Autorità di Bacino del Serchio di rimuovere le attività presenti in golena, quali impianti di frantumazione di inerti» e pericolosi, tanto che la loro rimozione è richiesta con forza da anni, invano. La questione torna di attualità ad ogni piena devastante, ma gli impegni presi anche dall’allora assessore Giovanni Pierami sono rimasti lettera morta.
Per l'accoglienza dei visitatori, secondo Verducci il punto di partenza potrebbe essere l'ex Foro Boario, dove, oltre alla possibilità di noleggiare biciclette, ha sede la collezione ornitologica Gragnani, al momento non fruibile. Tra le proposte, non mancano le idee anche per quanto concerne l'educazione: l'ex Colonia Solare, ora Fattoria Urbana, sembra il luogo ideale per l'installazione di un Centro per l'Educazione Ambientale che potrebbe accogliere gli studenti per lezioni di educazione ambientale, integrate alle visite guidate lungo il fiume, e ospitare un piccolo stagno con nidi artificiali per uccelli. Il tutto dovrebbe essere integrato con un sistema di cartellonistica didattica riguardante la flora e la fauna dell'area».
Altri suggerimenti riguardano la tutela delle pioppette mature presenti in golena, che consentono la riproduzione di specie rare e protette, come il Picchio rosso maggiore, il Picchio muratore e l'Airone guardabuoi, e la salvaguardia dei boschetti naturali, come il querceto conservato sul vecchio corso dell'Ozzeri. Le altre proposte riguardano in maniera più generica la conservazione e il miglioramento di spiagge, isole di ghiaia o di terra, per favorire la nidificazione e la riproduzione dell'avifauna locale. Infine, è necessario il ripristino delle aree umide perifluviali, che si inseriscono nel piano di costruzione delle tre casse di esondazione previste dall’Autorità di Bacino. Entro il mese di settembre è prevista la relazione dell'Opera delle Mura, che valuterà anche le proposte avanzate dal Wwf.
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