Il Tirreno

Lucca

Festival dei record, ma si può migliorare

di Barbara Antoni
Festival dei record, ma si può migliorare

Il patron D’Alessandro già al lavoro per il 2014. I primi auspici: moltiplicare spazi per la musica e potenziare i trasporti

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LUCCA. Le emozioni del festival non finiscono nemmeno a festival concluso. Come il regalo inaspettato di Michele, operaio romeno della squadra che sta smontando le tribune in piazza Napoleone. Mimmo D’Alessandro, il patron del Summer Festival, è seduto a un tavolo su un angolo della piazza. In tenuta da lavoro -giubbino arancio catarifrangente e casco antinfortunistico, Michele arriva con una bottiglia di vodka ghiacciata alla fragola avvolta in carta di giornale. Gliela consegna: «Se non gliela dò ora, quando la trovo più?». D’Alessandro è sorpreso, quasi si commuove. «Un regalo così vale molto più di un Rolex», commenta.

Festival (il sedicesimo) finito, lo smontaggio del palco e delle tribune è nel pieno. Si può cominciare a fare un bilancio. Superati 70mila spettatori, per dodici concerti in venticinque giorni (dal 6 al 30 luglio): presenze record nella storia del Summer, con un più 33% rispetto al top raggiunto nel 2012. Oltre tre milioni (compreso il pagamento della tassa del suolo pubblico) il costo vivo della manifestazione per chi l’ha organizzata; un migliaio i posti di lavoro temporanei che il festival ha portato. D’Alessandro non lo nasconde: «Per una volta sono contento. In questi anni alla fine del festival erano più le amarezze che le gioie, stavolta è diverso».

Adesso il problema sarà superarsi.

«Sono uno che non si accontenta mai, in particolare di me stesso. Giorno dopo giorno sono sempre stato lì a prendere appunti su cosa cambiare per la prossima edizione.

Per esempio?

Migliorare i trasporti per l’accesso e il deflusso dalla città nei giorni dei concerti. Il gruppo di ragazzi costretto a dormire in stazione dopo il concerto dei Thirty Seconds to Mars è l’unico neo che riconosco in questa edizione del festival. Non deve succedere, mai più. Un problema del genere potrebbe accadere anche con altri grandi eventi, come i Comics. Per queste occasioni devono essere forniti i servizi adeguati. Si potrebbe anche pensare a un’unione tra pubblico e privato, anche a un servizio organizzato con i taxi. A metterlo in piedi noi ci stiamo, potremmo chiedere anche il supporto dei commercianti.

Qual è il maggiore vantaggio che il festival a suo avviso ha portato alla città?

Settantamila spettatori, tutti paganti, sono stati anche settantamila turisti per la città. Hanno pagato il parcheggio a Lucca, mangiato a Lucca, molti hanno soggiornato in città, hanno fatto acquisti. E poi il festival è stato un’enorme cassa di risonanza per Lucca. Basti pensare alla redazione di RadioRai2, rimasta in piazza Napoleone per tutta la durata del festival, e non solo per trasmettere i concerti. Il pomeriggio di martedì è stato intervistato anche il sindaco Alessandro Tambellini, per venti minuti filati. Purtroppo però c’è chi non capisce l’importanza del festival per la città.

A chi si riferisce?

Al consigliere comunale Laura Giorgi del Movimento 5 Stelle, che ci ha attaccato dicendo che il festival costa ai cittadini. Si criticano i sessantamila euro del Comune al festival e non si dicono i milioni di euro di promozione che il festival rappresenta per la città, l’indotto di lavoro che le porta. Meglio non fare politica che farla così, perché non si fa il bene della città.

Prossima edizione del festival. Ha detto che il suo sogno è di moltiplicarne le location in città. Cercherà davvero di farlo? Non ci saranno problemi?

Per le location i problemi non esistono. Esistono le spese che più luoghi di spettacolo comportano per l’organizzazione. Io sono pronto a fare un sacrificio. Per portare la musica in piazza Anfiteatro, ad esempio. Come racconta già il suo nome è un anfiteatro naturale, un luogo da valorizzare. Insisto anche su piazza San Martino, dove in passato abbiamo fatto musica con risultati molto positivi. E anche su San Frediano, dove potrebbero suonare gruppi minori. Io e la mia squadra siamo già al lavoro per il 2014. A vedere la piazza che si svuota mi piange il cuore.

Ma da ora al Summer Festival 2014, nel mezzo ci sarà il Winter Festival, più giovane ma già molto apprezzato. Su quanti spettacoli potrebbe contare?

Sono pronto per portarne da sei a dieci. Ma attendo che mi vengano fissate le date. Invito il teatro del Giglio a esprimerle quanto prima, bisogna fare presto per organizzare tutto. Nel frattempo, in punta di piedi, mi piacerebbe sondare anche il San Francesco restaurato. Anche quella potrebbe essere una splendida location per gli spettacoli invernali. E il Winter festival è importante per la città, perché porta persone e quindi lavoro nel periodo più morto dell’anno, vale a dire l’inverno.

Dall’amministrazione comunale, chi le è stato più vicino?

Senza dubbio il sindaco, soddisfatto ed entusiasta del festival. Non ho mai avuto occasione di parlare invece con l’assessore alla cultura, non è mai venuta a un concerto.

Il concerto più emozionante per lei?

Senza dubbio l’ultimo, Pino Daniele con Marcus Miller. Ho avuto i brividi, e con me il pubblico, quando Miller, col solo basso, ha intonato “O babbino caro”, l’aria dal Gianni Schicchi. Un omaggio a sorpresa a Puccini. Molti se ne sono accorti solo più tardi e sono rimasti stupefatti ed estasiati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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