Il Tirreno

Lucca

Lando Baldassari «La fusione non ci conveniva»

di Luca Meconi

PESCAGLIA. Non conveniva a Pescaglia. In queste poche parole secondo il sindaco Lando Baldassari sta tutta la motivazione che ha portato il consiglio comunale di Pescaglia a dire no al progetto di...

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PESCAGLIA. Non conveniva a Pescaglia. In queste poche parole secondo il sindaco Lando Baldassari sta tutta la motivazione che ha portato il consiglio comunale di Pescaglia a dire no al progetto di fusione con il Comune di Borgo a Mozzano. Dopo il voto a favore della sola maggioranza in Consiglio comunale del 6 luglio scorso, sabato mattina è stata votata una nuova delibera che di fatto ha annullato la precedente, ponendo fine ad ogni reale ipotesi di fusione tra i due comuni.

Sindaco Baldassari, dal Consiglio comunale del sei luglio scorso al voto di sabato mattina, cosa è cambiato? Perché avete cambiato idea?

«Noi non abbiamo affatto cambiato idea. Noi fin da subito abbiamo detto, e lo dissi io anche in Consiglio comunale, che avviavamo le procedure per vedere se c’erano le condizioni che potevano portare alla fusione tra i due comuni, evidentemente oggi possiamo dire che queste condizioni non ci sono».

A cosa si riferisce in particolare? Quali sono le condizioni che non ci sono?

«Innanzitutto la popolazione. Noi siamo un comune di 3mila abitanti, a fronte dei 7mila di Borgo a Mozzano. Quindi certamente contavamo meno nel nuovo comune che si andava a creare. E poi anche i soldi che sia la Regione sia il Governo hanno promesso a chi fa queste fusioni, non sono sicuri. In altre parole, non abbiamo la certezza che per dieci anni ci vengano assegnati i soldi che oggi ci vengono promessi e in ogni caso i soldi che ci darebbero sono in proporzione al numero di abitanti, quindi a noi arrivava poco».

Come mai proprio adesso avete preso questa importante decisione e non in un altro momento?

«Vede, Borgo a Mozzano ci contattò pochi giorni prima del 6 luglio e fummo costretti ad approvare subito quella delibera perché stava per scadere il termine per la sua presentazione alla Regione Toscana e quindi non potemmo fare molte valutazioni. La nostra posizione è però stata travisata. E subito non ci sono state dette tutte le cose che dovevamo sapere. Solo adesso, dopo che la scorsa settimana il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge per la fusione, abbiamo scoperto diverse cose in più. Ad esempio nessuno di noi sapeva che se facevamo la fusione, la nostra amministrazione cessava alla fine dell’anno e dopo sia il nostro Comune che quello di Borgo a Mozzano venivano commissariati fino alle nuove elezioni».

Cosa risponde alla minoranza che afferma che questa vicenda ha causato una divisione nella sua giunta e che, proprio grazie alle assenze nei banchi di maggioranza, il voto di sabato è stato possibile solo con il voto dell’opposizione?

«La minoranza fa il suo mestiere. Io posso dire che sicuramente il gruppo di maggioranza non è diviso, anzi. La proposta è stata votata da tutti i suoi membri. Le assenze di sabato sono solo riconducibili a impegni personali dei singoli consiglieri, come il caso del vice sindaco Sandra Paoli che in questo periodo si trova in ferie».

Il sindaco invece in ferie non ci va. E anche il 30 luglio è in ufficio, camicia rosa a maniche lunghe, cravatta newyorchese in ricordo di uno dei tanti viaggi oltreoceano, e la porta sempre aperta. Tutti i cittadini che vogliono parlare con lui lo trovano lì. Con la fusione non sarebbe stato più così.

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