Il dolore
Puccini, la promozione è solo fai-da-te
I commercianti protestano: «Difficile individuare il museo. In difficoltà, alcuni visitatori se ne vanno»
LUCCA. Calamite o segnalibri su Puccini sbucano tra borse e portafogli in cuoio; stampe e calendari di Madama Butterfly e Turandot campeggiano accanto a orologi di pregio. È la promozione sul compositore lucchese, quella che si consuma, non a caso, fra via di Poggio e piazza Cittadella, proprio dove c'è la casa museo: gestita in autonomia da commercianti della zona per attirare i turisti e confezionata nei modi più disparati. E così parlano di Puccini il negozio di accessori in pelle, tra borsette e borsoni, ribattezzato Angolo Puccini, oppure i bar che si affacciano sulla piazza, Madama Butterfly all'angolo con via di Poggio o Paris Bohème dalla parte opposta, vicino alla statua del Maestro. E, infine, i ristoranti, come La Tosca e Puccini. Per non parlare del negozio Sottocasa Puccini, al primo piano del palazzo che vide nascere uno dei più grandi operisti della storia, che vende tutto quanto possa essere ricollegato al compositore o almeno contenerne il brand: dai libri ai cd, passando per tazze, calamite, stampe, cuscini e portachiavi. A ben guardare, sembra che si siano ingegnati tutti e che tutti parlino di Puccini, meno che i diretti interessati. Al numero cinque di piazza Cittadella, infatti, là dove dovrebbe già esserci il bookshop ufficiale del Puccini museum, stando alle indicazioni riportate sui dépliant della casa natale, si vede solo un gran viavai di progettisti e operai, con i turisti spaesati che cercano il museo senza individuarlo. «La casa museo è poco visibile – spiega Alessia Torselli, titolare del bar Madame Butterfly – molto spesso i turisti ci passano sotto e non la riconoscono, altre volte si fermano da me per chiedere informazioni. Dovrebbe essere più identificabile».
Venendo da via San Paolino si capisce di essere in una zona pucciniana, per così dire, dalla presenza della statua, dai negozi che richiamano alla vita artistica di Puccini e dal totem rimasto dal giorno dell'inaugurazione della casa museo, nel settembre 2011. Di indicazioni ufficiali ce n'è solo una: un quadrato marrone, appoggiato all'angolo tra corte San Lorenzo e via di Poggio, con su scritto, in italiano, “Casa natale Giacomo Puccini”. La freccia color oro a fianco è una creazione postuma: inconfondibile il tratto da bomboletta spray. «Molti turisti non capiscono dove sia la casa – continua Torselli – perché quando arrivano al portone d'ingresso si trovano davanti la porta a vetri chiusa e non sanno che per entrare al museo devono suonare il campanello. In una piazzetta come questa verrebbe facile ricreare un percorso su Puccini, che sia attraente e caratteristico, un po' sulle tracce di quello che è stato fatto a Salisburgo con Mozart. Dovrebbe esserci sempre qualcuno che suona: avevo parlato con la Fondazione Puccini per installare un altoparlante che riproducesse le musiche di Giacomo Puccini ed ero anche disponibile ad attaccarlo alla mia corrente e a spegnerlo la sera, ma non ho avuto risposte. Le uniche cose che vengono fatte in questa zona su Puccini le promuoviamo noi come commercianti. Ma ognuno fa da sé, senza un'indicazione comune. Promuovere eventi a singhiozzo e basta è cosa fine a se stessa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
