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Lucca

Pescaglia fa retromarcia sulla fusione con Borgo

di Luca Meconi
Pescaglia fa retromarcia sulla fusione con Borgo

Il Consiglio comunale revoca la delibera che aveva dato l’ok al progetto Ora sarà la Regione a decidere cosa fare: il referendum è convocato per ottobre

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PESCAGLIA. La fusione tra Pescaglia e Borgo a Mozzano non s’ha da fare. Parola del Consiglio comunale di Pescaglia che, all’unanimità, sabato mattina ha votato la revoca alla delibera di consiglio del 6 luglio scorso con la quale si dava avvio all’iter istituzionale che doveva portare alla fusione tra i due Comuni. Fusione che doveva passare per il referendum, già stabilito per il 5 e 6 ottobre prossimi in entrambi i comuni.

A questo punto tutto è rimesso in discussione, dopo il voto di sabato. Soddisfatta appare Alessandra Galgani, capogruppo del gruppo di minoranza “Idee in movimento”, che afferma: «Grazie ai nostri voti a favore è stata revocata la delibera che doveva portare alla fusione con Borgo a Mozzano, per la quale avevamo votato contro. Sabato abbiamo votato in coerenza con la nostra posizione iniziale, e grazie a noi è potuta passare questa revoca che è stata presentata dal sindaco Lando Baldassari. Al consiglio di sabato erano assenti tutti i consiglieri della Val Freddana, a partire dal vice sindaco Sandra Paoli, l’assessore Antonio Agostini e il consigliere Donatella Magnani. Inoltre, era assente anche l’assessore Mauro Santini, uno dei promotori della fusione. Nei prossimi giorni faremo degli incontri nei paesi per spiegare alla popolazione questa decisione. Adesso – conclude Galgani – sarà la Regione Toscana a settembre a decidere se proseguire ugualmente e dare corso al referendum oppure se bloccare tutte le procedure avviate e ascoltare quindi quanto il Consiglio comunale ha deciso».

Già, perché proprio dalla Regione Toscana era arrivato il via libera all’operazione. Sia la prima commissione del Consiglio regionale sia l’intero Consiglio nei giorni scorsi avevano dato l’ok alla fusione. Troppo veloce è stato la votazione del 6 luglio scorso, quando la convocazione del consiglio arrivò meno di 24 ore prima e anche l’idea della possibile fusione era di poche ore precedente. E il sindaco Lando Baldassari ci aveva già visto lungo: «Se nelle prossime settimane – aveva affermato nel corso della seduta il primo cittadino – ci dovessimo accorgere che questa fusione non dovesse portare benefici per Pescaglia, torneremo indietro». E così è stato.

Una grana non da poco quindi, soprattutto se si pensa che il no arrivato adesso da Pescaglia è un no votato dall’intero consiglio comunale, maggioranza e minoranza uniti, mentre la delibera che dava avvio all’iter per la fusione vedeva solo il parere favorevole della maggioranza con la netta contrarietà dell’opposizione. Alla luce di ciò, anche se dalla Regione arrivasse ugualmente l’ok alla realizzazione del referendum, sarebbe difficile per il Comune di Borgo a Mozzano continuare ugualmente nella strada della fusione, dal momento che adesso non si ha più l’accordo dell’altra parte. Inizialmente, infatti, Borgo a Mozzano aveva l’intenzione di unirsi con Gallicano e dopo il rifiuto verbale dell’amministrazione guidata dal sindaco Stella Adami era arrivata l’idea della fusione con Pescaglia, che adesso ci ha ripensato.

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