Il dolore
Giovane padre si uccide dandosi fuoco in giardino
Operaio di 32 anni in preda a una fortissima crisi depressiva si cosparge di benzina e accende un falò con le fiamme che lo avvolgono. La macabra scoperta fatta dalla madre in mattinata
Un operaio di 32 anni è morto per le gravissime ustioni riportate in buona parte del corpo dopo che si era dato fuoco nel giardino della sua abitazione nel comune di Villa Basilica. Da tempo soffriva di una forte depressione. La situazione da un anno a questa parte si era aggravata dopo la separazione dalla moglie. Lunedì sino alle 4 del mattino il giovane era a casa dell’ex suocera in uno stato di profonda prostrazione. Calmatosi dal suo stato di agitazioni - nonostante i familiari insistessero per fargli passare la notte con loro - ha deciso di tornare a casa in una zona isolata dove un tempo c’erano diverse aziende cartarie. Lì nel silenzio della notte ha acceso un falò all’esterno dell’abitazione e ha prima bruciato alcuni oggetti.
Prima di compiere il folle gesto ha letto il passaggio di un verso della Bibbia. I carabinieri infatti hanno trovato sul tavolo di casa una crocefisso sistemato come segnalibro su una pagina della sacra scrittura e precisamente al verso del profeta Ezechiele sulle colpe dei padri che non debbono ricadere sui figli. Uscito fuori si è cosparso di benzina e si è sistemato sopra il falò procurandosi le ustioni rivelatesi fatali. A dare l’allarme è stata la madre dell’operaio che ha scoperto il corpo senza vita del figlio verso le 10,30. Sul posto sono andati i carabinieri di Villa Basilica diretti dal maresciallo Calderone, il medico legale Stefano Pierotti e anche il sostituto procuratore Aldo Ingangi che si è voluto sincerare personalmente di quanto era avvenuto. Il cadavere dell’operaio è stato trasferito all’obitorio Campo di Marte dove stamani verrà eseguito l’esame esterno del cadavere.
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