Sicurezza
In condizioni drammatiche la rete delle canalette irrigue
Dopo decenni di incuria, di scarico di responsabilità gestionali (Genio civile, Comuni, Consorzi di bonifica e non si sa più chi altri) la rete delle canalette irrigue è in condizioni drammatiche:...
Dopo decenni di incuria, di scarico di responsabilità gestionali (Genio civile, Comuni, Consorzi di bonifica e non si sa più chi altri) la rete delle canalette irrigue è in condizioni drammatiche: interrate e piene di erbacce, spesso modificate approssimativamente da chi ha eseguito lavori di posa di linee elettriche, telefoniche, fognarie, idriche; ancor più spesso massacrate da chi edificando in quelli che erano “campi” destinati all’agricoltura ha ignorato le norme che imporrebbero la conservazione delle quote e pendenze che secoli di cura del territorio avevano creato e reso naturalmente efficaci alla distribuzione della preziosa acqua ed egualmente allo smaltimento delle acque piovane.
Le cateratte, le chiuse, “le parate”, sono memoria ormai dei vecchi che da contadini prima, da amatori dell’orto ora, hanno visto scomparire uno ad uno quelli che erano gli strumenti di accorta gestione dell’acqua di una rete capillare di distribuzione e smaltimento; ormai, per soddisfare le giuste richieste di chi ancora oggi opera nell’agricoltura si aprono le grandi paratie a monte, si inonda la rete “alla come viene”, e così facendo, spesso anche i campi, gli orti, i giardini, le abitazioni.
Ci dicono che la crisi ha portato via le “risorse”.
Però i presidenti, i consigli di amministrazione, gli organi di indirizzo dei vari consorzi, conferenze dei servizi ed enti vari incassano sempre i loro lauti compensi infischiandosene se le “risorse”, i quattrini insomma, che i cittadini, come al solito, sono obbligati a pagare, bastano a malapena a soddisfare “i costi della politica”.
Morale: come sempre il cittadino si deve arrangiare, rimboccandosi le maniche, per quanto possibile, e facendo da sé, masticando amaro per l’inefficienza, l’incompetenza e la disonestà di chi dovrebbe essere al suo servizio.
Sto scrivendo a nome e per conto di. Renzo Bertolucci il quale alla bella età di 85 anni era riuscito anche quest'anno a farsi un orto con pomodori, fagiolini, insalata, melanzane ecc.
Un lavoro andato in fumo per tutto quello detto sopra.
Questo spettacolo è iniziato venerdì 19 luglio 2013 fino a ieri pomeriggio 23 luglio 2013. Non so se nonno Renzo riuscirà a mangiare i prodotti della terra coltivati con tanta fatica.
Ad ognuno le sue riflessioni e considerazioni.
Gabriella Bertolucci
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