La manifestazione
Cliente del market affronta i rapinatori
Ai malviventi che fanno irruzione al discount Dico: «Che ci fate con le pistole? Se volete ammazzare qualcuno sparatemi»
PORCARI. Sono le 13,05 quando due banditi, pistole in pugno e volto semi nascosto dal casco integrale, fanno irruzione nei locali dell’hard discount «Dico» in via della stazione a Porcari per poi fuggire con un bottino che supera i 10mila euro. In quel momento all’interno del supermarket ci sono cinque-sei clienti, tra cui un bambino, e tre dipendenti (vice direttrice, ispettore e cassiera). Un pensionato in fila alla cassa con il coraggio dell’incoscienza reagisce urlando all’indirizzo dei malviventi: «Che ci fate con quelle pistole? Perché non andate a lavorare» e ancora «Se volete ammazzare qualcuno sparate a me». Fortuna vuole che i rapinatori non raccolgano le frasi provocatorie. Uno di loro, quello con la maglietta blu che tiene a bada i clienti alle casse, si limita a replicare «Noi non ammazziamo nessuno». L’altro invece s’infila all’interno dell’ufficio dove si trova la vice direttrice che sta per smontare. Gli punta il revolver e le chiede di consegnare l’incasso. «Indossavano jeans e maglietta e quello che mi ha minacciato con la pistola era sicuramente giovane e aveva l’accento toscano. - racconta ancora sotto choc la vice direttrice - Ha atteso che si aprisse la cassaforte munita di timer ha sistemato le banconote dentro una sorta di marsupio che teneva a tracolla». Fuori dal gabbiotto in vetro dove si trova l’ufficio della vice direttrice l’altro malfattore batte il calcio del revolver contro gli infissi invitando il complice a velocizzare i tempi. Lui, infatti, svuota la cassa minacciando la dipendente e sistemando il denaro dentro un sacco blu. Tempo due minuti e i rapinatori sono fuori dal market. Salgono su una Yamaha grigia, risultata rubata a Buggiano, e si allontanano a forte velocità.
Il blitz. «Dateci i soldi e non faremo del male a nessuno». Queste le uniche parole rivolte alla cassiera e ai dipendenti del «Dico» dai due giovani banditi che indossano magliette colorate e jeans e usano i guanti in lattice per afferrare il denaro e sistemarlo in un sacco e in una specie di marsupio. Sono armati di pistola - come già accaduto il 10 maggio all’Eurospar di S. Leonardo in Treponzio - ma contrariamente a due mesi e mezzo fa, quando venne esploso un colpo d’arma da fuoco in aria, non premono mai il grilletto e resta il dubbio che i revolver utilizzati per la rapina fossero poco più che delle scacciacani.
Difese passive. Il market di Porcari è un obiettivo sensibile, ma facilmente accessibile per assenza di difese passive. Niente telecamere di videosorveglianza in grado di riprendere chi entra e di esce all’ingresso, niente security e collegamenti con istituti di polizia privata e forze dell’ordine. Soltanto quando i due malviventi sono fuggiti con la moto l’ispettore e la vice direttrice hanno potuto avvertire i carabinieri. Alle 13,15 due pattuglie di militari si sono precipitate al «Dico» e posti di blocco sono stati istituiti nella Piana, ma dei rapinatori nessuna traccia. Anche i carabinieri della scientifica che hanno effettuato i rilievi non hanno trovato rinvenuto impronte o elementi utili ai fini investigativi. Assicurare alla giustizia gli autori della rapina sarà impresa davvero ardua.
Colpo inedito. È la prima volta che una banda prende di mira l’esercizio commerciale di Porcari in passato oggetto di tentativi di furto notturno di cassaforte. E soprattutto preoccupa l’escalation di colpi in esercizi pubblici e abitazioni private in pieno giorno. «Di questo passo dove andremo a finire?» s’interroga con amarezza un cliente.
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