Sicurezza
Vetro e spazi stretti: come sarà il S. Luca
Visita all’ospedale di Pistoia, “gemello” di quello di S. Filippo
PISTOIA. Visitare il nuovo ospedale di Pistoia è un po’ come fare un viaggio in un futuro lontano solo qualche mese, quando a febbraio aprirà il San Luca. Il San Jacopo - così si chiama l’ospedale di Pistoia inaugurato due settimane fa - è una sorta di fratello gemello di quello lucchese. Ed è quindi un banco di prova importante per capire quali possono essere i problemi e i punti di forza di una struttura che, comunque, cambierà le abitudini di tutti i cittadini.
Un fratello gemello, dicevamo. A partire dalle dimensioni: 400 posti letto a Pistoia, 410 a Lucca. Ma - spiega il dottor Lisandro Fava, che è a capo della task-force dell’Asl 2 che gestirà il passaggio al nuovo ospedale - «al di là dei servizi che possono in parte differire, i due ospedali sono identici anche nella struttura e nella disposizione».
E allora vediamola, questa struttura: a colpire, entrando l’ingresso principale, è la grande hall con banco informazioni e, alle spalle, le scale che portano ai piani superiori: un impatto che ricorda più un aeroporto o un centro commerciale che un ospedale. L’utilizzo, massiccio, del vetro e dell’acciaio dà un senso di ampiezza che poi - però - si perde una volta che si entra nei corridoi interni dell’ospedale.
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