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Il Pd blinda Bonini Ma non i suoi assessori

Il Pd blinda Bonini Ma non i suoi assessori

Il segretario Cardone: «L’ex sindaco Umberto Sereni? Non è un pericolo» E sulla possibile nuova giunta chiede di inserire chi ha tempo e dedizione

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BARGA. Avanti tutta con Marco Bonini, rinnovamento radicale della classe politica, un’idea di sanità in controtendenza col “pensiero unico”. Vincenzo Cardone, segretario comunale del Pd, ha tante partite aperte sul tavolo. E le affronta con entusiasmo e la consueta concretezza che gli deriva da anni di militanza nel fu Pci prima e Ds poi.

Mai banale, costituisce una “anomalia”, visto che è un convinto sostenitore di Pippo Civati in un esercito di colonnelli renziani. E naturalmente, parlando di politica locale, non si può non far riferimento alle prossime elezioni comunali: «La segreteria unanimemente ha fatto la sua scelta candidando Marco Bonini per un altro mandato. Ha lavorato bene, e ha la fiducia di tutti. Ora ci sarà da sottoporre la proposta agli iscritti del partito, e poi molto presto inizieremo il confronto con le altre forze politiche che si riconoscono nel centrosinistra e anche alla società civile».

Una strada probabilmente in discesa, salvo che qualcuno non proponga elezioni primarie: «Non è una strada da escludere, se arrivassero candidature diverse. L’importante è trovarsi concordi su princìpi e linee d’azione comuni». Senza girarci intorno, la figura di Umberto Sereni potrebbe creare grattacapi dentro o fuori il Pd? Cardone getta acqua sul fuoco: «Non ritengo Sereni un pericolo. È stato un buon sindaco per due mandati, ma ora si è fatta una scelta diversa, e credo che sia quella giusta, visto che è stata ratificata dalla segreteria in presenza del senatore Marcucci. E poi, ad oggi, Sereni non ha presentato candidature o richieste ufficiali».

Altro nodo cruciale e strettamente legato al tema elezioni, è quello della squadra di maggioranza e giunta che eventualmente affiancherà lo stesso Bonini. Il messaggio è sibillino, come affermato ai vertici del Pd: «Credo che la spinta propulsiva di molti amministratori, dopo quindici anni o poco meno, sia ridotta. È giusto cambiare, ma non per questioni anagrafiche o di anzianità politica. Serve gente che abbia tempo e dedizione per gestire la cosa pubblica, rinnovare anche in tal senso, fermo restando che si è lavorato bene». Tra questi eventuali volti nuovi, non ci sarà Vincenzo Cardone: «Non aspiro a cariche pubbliche non sono disponibile. Preferisco il partito».

Altro tema scottante è l’organizzazione della sanità e l’eventuale ospedale unico. Ed ecco che, Cardone, rivolta gli schieramenti come un calzino: «Credo che il futuro passi da un’integrazione tra ospedali e Case della Salute. E siccome servono 70 milioni per costruire un nuovo ospedale, la soluzione c’è. Il San Francesco diventi sede dell’ospedale unico della Valle, naturalmente ammodernato e con altri servizi, e il Santa Croce sia la sede della Casa della Salute».

Capitolo trasporti: da ex dirigente di Rfi ne conosce bene vizi e virtù: «Ho fatto una proposta tecnica presentata anche al governatore Rossi. In tutte le stazioni dove ci sono gli incroci si installino sottopassi per l’accesso ai binari, garantendo risparmi di tempi di percorrenza e sicurezza agli utenti. Poi, monetizzare l’ampia area della vecchia stazione di Aulla, reinvestendo i proventi sulla tratta per Lucca, con l’acquisto di nuovi mezzi e l’alternanza tra treni veloci e treni lenti». Infine, l’ultima fonte di divisioni: comune unico sì o no? «Barga, Coreglia, Gallicano e Molazzana diventino una cosa sola. Si avrebbe un solo centro di spesa per un ente da 20mila abitanti, e organizzazione efficace degli uffici e le prestazioni».

Nicola Bellanova

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