Il Tirreno

Lucca

Grande Neil Young, piazza Napoleone è tutta un sussulto

di Nicola Nucci
Grande Neil Young, piazza Napoleone è tutta un sussulto

Il “cavallo pazzo” del rock è grintoso e sempre affascinante Manda in estasi i 10mila spettatori accorsi da tutta Italia

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LUCCA. Il “cavallo pazzo” è tornato. Neil Young ieri sera ha entusiasmato una piazza Napoleone straripante per un concerto indimenticabile.

Oltre 10mila persone, di tutte le età e arrivate da tutto il mondo, radunate per un mito del rock, dopo la reunion con i suoi compagni di viaggio, i Crazy Horse, per un tour mondiale che in Nord America, Australia e Europa che ha riscosso ovunque il tutto esaurito.

Anche Lucca, dove dodici anni fa fecero la loro ultima apparizione italiana, ha risposto con un bagno di folla.

La serata record per il Summer edizione 2013 dopo i pienoni per i concerti dei Thirty Seconds to Mars e Mark Knopfler.

L'estroso Devendra Banhart, eclettico cantautore americano fuori dagli schemi, ha scaldato la platea.

Poi si parte con l'”uragano”. Cappello in testa e completo nero, Neil Young, 66 anni, è in grande forma.

I problemi di salute del 2005 sono fortunatamente alle spalle. Un'energia e passione fuori dal comune. In simbiosi con la sua band, i Crazy Horse (Poncho Sampedro, Billy Talbot e Ralph Molina), attacca subito pigiando sull'acceleratore con “Love and only love”, da Ragged Glory (1990). “Powderfinger” rappresenta le tante anime del songwriter canadese che ha esplorato tutti i generi musicali, anticipando il punk e poi icona del fenomeno grunge, dai Nirvana ai Pearl Jam.

L'atmosfera è molto rock, ma c'è spazio per il folk, ballate splendide e dolenti (nella fase più cupa del “loner” canadese), quando elettriche quando acustiche, pescando da un passato senza tempo con quale Neil Young si è riconciliato. La sua inconfondibile voce nasale si armonizza con quelle dei Crazy Horse.

Grintoso, affascinante, capace di reinventarsi rimanendo immutabilmente se stesso.

Come in “Psychedelic Pill”, dall'ultimo lavoro, poi qualche inedito prima di imbracciare la chitarra acustica per “Heart of Gold”, classico di Harvest, pietra miliare non solo della sua fulgida e lunga carriera di Neil Young che con “Blowind in the wind” omaggia l'amico Bob Dylan (quasi suo coetaneo) e la generazione di Woodstock ad incarnare quel sogno per il quale non ha mai smesso di lottare.

E il pubblico è in delirio. Uno show dove non lesina i grandi successi in una scaletta che lascia senza fiato.

Poi scatena una tempesta elettrica. Ecco il Neil Young più “hard”, canzoni dilatate e interminabili, quello della cavalcate elettriche ed assoli leggendari. Canzoni epocali nella storia del rock (da Mr Soul a Rocking in the free world, da Cinnamon Girl a Hey Hey, My My, dedicata alla storia del rock, con quel verso “È meglio bruciare che spegnersi lentamente” ripreso da Kurt Cobain).

Gran finale dell’”uragano” Neil Young e il pubblico esplode. “Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei” canta Ligabue in «Certe notti».

In tribuna Vip tanti nomi eccellenti. C’è anche il comico Dario Vergassola.

Un Summer Festival eccezionale: questa sarà un’edizione super con 70mila biglietti venduti. E ora ancora due serate da non perdere: Sigur Ros domani e il 30 la grande chiusura con Pino Daniele e Marcus Miller.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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