Lutto
Amante scoperto fugge e si rifugia in un bar
di Luca Tronchetti LUCCA Si chiude a chiave nel bagno di un bar-caffè in via Calderia per sfuggire alle ire del marito della sua amante dopo essere fuggito in mutande dalla finestra dell’abitazione...
di Luca Tronchetti
LUCCA
Si chiude a chiave nel bagno di un bar-caffè in via Calderia per sfuggire alle ire del marito della sua amante dopo essere fuggito in mutande dalla finestra dell’abitazione della giovane donna. Una scena degna del più classico repertorio della commedia all’italiana: la moglie infedele, l’amante e il marito tradito. Accade martedì sera all’imbrunire in pieno centro storico. E senza l’intervento della volante probabilmente qualcuno sarebbe finito all’ospedale. Protagonista, suo malgrado, un impiegato di 49 anni residente in città. Da un po’ di tempo aveva allacciato una relazione con un’avvenente romena di 37 anni sposata con un connazionale di un anno più giovane. Il loro rapporto si era logorato tanto che negli ultimi tempi il coniuge viveva in una stanza d’albergo in via del Molinetto. Pur essendo formalmente ancora sposata, la coppia era in fase di separazione. Una situazione che l’uomo però non voleva accettare tanto da pedinare continuamente la moglie sospettando, a ragione, il tradimento.
I fatti. Sono le 19,30 e l’impiegato, che abita nel suo appartamento in un palazzo del centro storico, è in compagnia dell’amica romena. La coppia, in vena di effusioni, si è messa in libertà. E mentre l’atmosfera diventa sempre più rovente ecco bussare alla porta il marito di lei. Completamente fuori di sè e deciso a vendicare l’onore perduto.
La fuga in mutande. Il romeno riesce a forzare la porta e trova la coppia clandestina in atteggiamento inequivocabile. Dapprima si sfoga spingendo e insultando a ripetizione la consorte. Poi si scaglia contro il padrone di casa che per evitare la peggio è costretto a fuggire dall’abitazione così come si trova in quel momento: in mutande. L’impiegato percorre un centinaio di metri sino ad imbucare un bar ancora aperto. «Sprangate tutto, mi vuol massacrare» le parole rivolte agli increduli gestori del locale che eseguono senza fiatare anche perché vedono all’orizzonte la sagoma del marito tradito che ha intenzioni tutt’altro che amichevole.
Sos polizia. Sono le 20 quando la centrale operativa di via Cavour riceve la telefonata dal bar del centro. A chiamare è l’impiegato. Trafelato e concitato riferisce all’operatore di turno di essere stato aggredito da un romeno vicino a un bar del centro e di essersi asserragliato dentro per evitare guai peggiori. La volante si precipita celermente sul posto con gli agenti che, all’inizio, credono di trovarsi di fronte al solito intervento di routine, un litigio per futili motivi. Ma quando l’auto si ferma di fronte al bar e scorgono il romeno imbufalito e all’interno l’impiegato in mutande capiscono che si tratta di una faccenda di corna. Il romeno, che non ha cagionato danni al locali, viene riportato alla ragione e allontanato.
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