La manifestazione
Simone, un 100 e lode che pensa al lavoro e “sogna” la politica
Ha raggiunto la votazione top all’Itc “Francesco Carrara” «Non ho faticato troppo, l’importante è organizzarsi»
LUCCA. Un perito aziendale da 100 e lode. È la storia di Simone Marchi, diciannovenne di Pescaglia, che ha appena finito la scuola superiore, Itc “F. Carrara”, riportando il miglior risultato possibile. È il racconto di un altro studente meritevole, che, nonostante la crisi e le notizie poco confortanti in tema di lavoro, vede il cammino davanti a sé luminoso e stimolante dal punto di vista professionale. Con nuove strade da intraprendere, anche e soprattutto in Italia.
«Molti ragazzi della mia età – spiega Simone – dicono che l'Italia fa schifo, che bisogna scappare da questo paese e ritornarci, forse, da pensionati. Io non sono d'accordo: siamo stati cullati nel nostro benessere, ora dobbiamo cercare di risistemare la situazione, partendo proprio da noi giovani». E quando lo dice ha il tono di chi rivendica un diritto, un diritto cucito addosso come un dovere.
Un po' come studiare, che per Simone ha rappresentato tanto. «Ho vissuto la scuola come un lavoro – confessa - come un banco di prova per la mia vita futura. Mi sono fissato degli obiettivi e ho messo tanto impegno per raggiungerli. Senza togliere nulla al divertimento, che rimane sempre una componente fondamentale nella vita di chiunque. Diplomarmi con il massimo dei voti è stata una soddisfazione enorme – continua – raggiunta senza troppe difficoltà. Il trucco? Studiare con regolarità. Non ci sono geni o stupidi, è tutta una questione di volontà e di metodo. Basta riuscire ad organizzarsi al meglio le giornate e avere le idee chiare».
E Simone le idee chiare ce l'ha davvero, soprattutto per il suo futuro. Da grande si vede in giro per il mondo per passione e per lavoro, ma con le radici sempre ben salde in Italia e, in particolare, a Lucca: un'occupazione in un'azienda, piccola o grande non importa, che abbia rapporti con l'estero, una famiglia, magari un'esperienza in politica e un libro nel cassetto. «Finita la maturità è tutto da costruire e la domanda che mi assilla di più in questi giorni è sempre la stessa: cosa faccio ora? – racconta – La scelta è difficile, perché mi piacerebbe trovare un impiego in un ambito vicino e coerente con quello che ho studiato. Mi piacerebbe lavorare in un'impresa commerciale legata all'estero, fare il rappresentante in giro per il mondo e in questo modo riuscirei a coniugare un tipo di lavoro che mi piace con il viaggio, che è una mia grande passione. Mi troverei bene sia in una piccola azienda che voglia sviluppare rapporti e lavori con l'estero sia in una multinazionale per andare a vedere dove poter aprire nuovi stabilimenti e snodi commerciali. Per il momento, però, non ci sono aziende che stanno cercando un profilo del genere o comunque si tende ad assumere persone che abbiano già maturato esperienza nel settore. Intanto sto inviando il mio curriculum da più parti e poi si vedrà: se entro la metà di agosto non ho avuto risposte, mi iscriverò all'università, indirizzo economico».
I sogni di Simone viaggiano veloci, assumono le forme di progetti più o meno concreti che descrivono un domani pieno di speranza e di ottimismo. «Sono molto ottimista, lo sono sempre stato – racconta – E mi piace pensare in grande. Nei miei prossimi progetti c'è di sicuro la stesura di un libro, perché mi piace scrivere. E poi c'è la politica: fra dieci anni credo che potrei essere pronto per candidarmi. La politica mi piace, la seguo e mi affascina. Vorrei fare qualcosa per il mio paese». La domanda, a questo punto, è d'obbligo: ti senti rappresentato da questo governo? «No – conclude secco Simone – nessun politico mi rappresenta veramente. Il primo provvedimento che proporrei fossi io al governo? Sarebbe in campo economico: lo stato, secondo me, dovrebbe diventare la maggiore impresa italiana con le imprese private in concorrenza. E il settore su cui dovremmo investire fin da subito è quello delle energie rinnovabili, in particolare l'energia solare».
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