Il Tirreno

Lucca

Bulldog, a settembre c’è l’appello

Fissato il processo di secondo grado agli ultras condannati per le violenze in città

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LUCCA. A due anni e mezzo dalla sentenza di primo grado è stato fissato per il 25 settembre alla Corte d’Appello di Firenze il processo nei confronti dei 14 esponenti del gruppo ultras di estrema dei Bulldog che tra il 2006 e il 2007 aveva creato un forte clima di tensione in città con aggressioni contro «comunisti» e tifosi avversari sia in città che all’interno dello stadio Porta Elisa. Per magistrati e poliziotti della Digos i «Bulldog Lucca 1998» erano una struttura verticistica il cui codice d’onore imponeva la solidarietà tra gli aderenti - specie se detenuti e diffidati - l’assolutà omerta, l’assidua frequentazione, l’azione violenta. Testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali avevano accertato che il gruppo in poco tempo era riuscito, attraverso azioni intimidatorie, a diventare padrone della curva rossonera allontanando gli altri sodalizi del tifo organizzato che dapprima si erano spostati in altri settori dello stadio e poi si erano sciolti. Per gli investigatori dietro alla scusa del tifo si nascondeva il seme della violenza e dell’odio politico che si rifletteva anche fuori dallo stadio con giovani della sinistra antagonista rincorsi e picchiati. Il gruppo Bulldog era accusato di associazione a delinquere, percosse, minacce, lesioni, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Leader indiscusso Andrea Palmeri, 34 anni, definito il «generalissimo» e attualmente detenuto per altra causa. Per l’uomo in primo grado la pena maggiore: 5 anni e otto mesi di reclusione. Per gli altri 13 componenti pene variabili tra i 4 anni e 6 mesi e i 18 mesi.

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