Proteste
Addio a “Tavolone”
Storico commerciante e tifosissimo della Lucchese
LUCCA. Fino all’ultimo, fino a che le forse lo hanno sorretto, ha seguito le sorti della Lucchese. Della “sua” Lucchese. Che per Giulio Lombardi, 84 anni, il popolare “Tavolone”, era molto di più di una squadra di calcio. Era una fede, era davvero parte della sua vita. Ai tempi di Melani e di Orrico partiva la mattina all’alba in sella alla sua Vespa e, dopo una sosta rigeneratrice all’Abetone, proseguiva per Fiumalbo o Fosdinovo, le mete dei ritiri della squadra rossonera a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Lombardi era stato per decenni commerciante di abbigliamento in corso Garibaldi. Un negozio piccolo, intimo, fornito di capi pregiati in vendita a prezzi ragionevoli. A Giulio i soldi interessavano, certo, ma non erano una ragione di vita. Nella sua scala di valori c’era altro. Le amicizie: quelle vere, quelle spontanee, quelle autentiche, quelle che neppure la lontananza può scalfire. Ma anche il calcio. O meglio, la Lucchese. “Tavolone” seguiva le partite, quando poteva anche gli allenamenti. Ai tempi di Orrico e Maestrelli cercava di non perdere neppure una seduta allo stadio oppure all’Acquedotto. Poi, in attesa dei clienti - aveva una zoccolo duro, gente affezionata che comprava solo da lui - il teatrino del calcio parlato, discusso, sviscerato in ogni sfaccettature. In corso Garibaldi, ovviamente. Vicino al suo negozio. Con gli amici di sempre, come Giovanni Bellora che di calcio ne mastica davvero e che può vantarsi di aver giocato con la Lucchese.
Da qualche anno Giulio aveva tirato giù la saracinesca. Il tempo passa per tutti e lui si era ritirato dal commercio. Magari a malincuore, perché in corso Garibaldi aveva trascorso un periodo importante. Aveva lasciato e si era messo a fare il pensionato. Sempre in giro con la sua bici, elegante, mai un capello fuori posto e un bel sorriso sul volto. Perché una delle caratteristiche di “Tavolone” era di avere un buon carattere, solare e disponibile. Un uomo mai sopra le righe, che mancherà alla città. Ecco, sarebbe bello se la Lucchese lo ricordasse.
E rendesse onore a un tifoso vero, intelligente, che voleva bene ai colori rossoneri. (d.c.)
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