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Daverio: «Concorso ippico per le Mura»
Il critico d’arte tesse gli elogi della città e sprona ad allargare l’identità del centro «al grande patrimonio delle ville»
LUCCA. Ormai a Lucca è quasi di casa. Il prossimo 4 ottobre tornerà come ospite speciale per i festeggiamenti dei 500 anni delle Mura, protagonista nella chiesa di San Francesco di un dialogo con Umberto Eco sull'importanza dei simboli nella costruzione del patrimonio identitario di un popolo. Philippe Daverio è uno dei più famosi ed apprezzati esperti e critici d'arte, conduttore di trasmissioni come Passepartout, direttore del periodico Art e Dossier, nonché docente di storia dell’arte a Milano e professore di sociologia dei processi artistici all'università di Palermo ed organizzatore di mostre ed eventi.A Lucca è già stato due volte negli ultimi mesi, ospite dell'Assoindustriali per un convegno sull'arte e la donna nel design e per i dieci anni di Campus con una lectio magistralis sull'importanza della cultura per il turismo.
Che cosa gli evoca questa città?
«La sua forza è nella capacità di conservazione di un ambiente storico di grandi qualità. Stiamo pensando di inserire Lucca in un progetto editoriale di applicazioni per iPad sul turismo lento, sull'andare a spasso per le città a scoprire segreti e bellezze spesso nascoste».
Lucca è una città da turismo “slow”?
«Lucca è un posto magnifico dove l'arte è fonte di relax e distensione mentale, piena di cose da vedere e raccontare e regalare a qualcun altro. In questa città ci si può trascorrere una settimana intera, possiede elementi che possono raccontare mondi interi, come l’Anfiteatro o la cattedrale con Ilaria del Carretto. Chi ha bisogno di un corso approfondito sul barocco per esempio c’è la chiesa di San Romano».
Come si investe sul turismo lento?
«Alla base di tutto c’è la formazione personale e su questo aspetto bisogna investire risorse economiche e culturali. Serve un piano di comunicazione capace di fornire informazioni trasversali ed intercettare il turismo di qualità. Lucca è città per palati fini».
A ottobre sarà ospite a Lucca per i 500 anni delle Mura. Ha una sua proposta per questo evento?
«Un concorso ippico di alto livello. Sarebbe un evento mediatico di rivelanza internazionale».
Quale sono le sue “bellezze” preferite di Lucca?
«Lucca è una città che va girata per chiese. La basilica di San Frediano è tra le più belle, con una facciata tra le piu importanti del '200. E poi è uno dei posti della Toscana dove si mangia meglio».
Ogni tanto riaffora il dibattito sulla candidatura del centro storico e delle Mura di Lucca come patrimono dell'Unesco. Che cosa pensa?
«Il riconoscimento Unesco non fa male, ben venga, anche se non deve diventare un'etichetta vuota. Lucca forse ha bisogno di progetto vero sulla valorizzazione della sua identità, allargata anche a quel formidabile patrimonio storico rappresentato dalle ville».
A Lucca ha anche degli amici?
«Ho amici e conoscenze in tanti nel settori e conosco molte bene la famiglia Marcucci che si impegna molto per valorizzare la cultura».
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