Il Tirreno

Lucca

Danni gravi a S. Giovanni, difficile l’apertura parziale

di Alessandro Petrini
Danni gravi a S. Giovanni, difficile l’apertura parziale

Le prime indicazioni dei tecnici incaricati dall’ente della cattedrale Dopo i lavori possibile il ritorno della chiesa esclusivamente a luogo di culto

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LUCCA. L’ufficialità arriverà nel giro di pochi giorni, una settimana al massimo, ma le prime indicazioni emerse dai rilievi effettuati alla chiesa dei Santi Giovanni e Reparata fanno pensare che non sarà possibile procedere con una riapertura, anche parziale, dell’edificio religioso. Questo è quanto trapela dai primi giorni di lavoro sulla struttura da parte dello studio di ingegneri al quale si è rivolto l’ente cattedrale.

In ogni caso prima di sbilanciarsi definitivamente anche monsignor Mauro Lucchesi, presidente dell’ente e rettore della cattedrale, preferisce attendere i risultati degli studi dai quali dovrà emergere chiaramente il tipo di problema che affligge i solai della chiesa e anche un piano dei lavori, corredati dai costi richiesti per l’intervento, necessario per rimettere in sicurezza l’intera struttura e riaprirla alla città e ai fedeli.

L’emergenza per la tenuta dei solai della chiesa era emersa il 6 luglio scorso quando l’ente cattedrale ne aveva ordinato la chiusura, bloccando anche la stagione concertistica del festival “Puccini e la sua Lucca” che nel frattempo si è spostata nell’oratorio di San Giuseppe in piazza Antelminelli. «Ogni decisione sul futuro della chiesa sarà presa dopo aver ascoltato la relazione degli ingegneri – anticipa il monsignore –. Stando alle prime sensazioni sembra però che non ci potremmo permettere di prenderci rischi ed è molto probabile che sarà chiusa fino al termine dei lavori».

Proprio questo potrebbe essere un altro punto dolente, visto che le cifre richieste potrebbero essere molto ingenti e difficili da sostenere per le casse dell’ente cattedrale. Quella chiesa però ha un ruolo molto importante per la storia della città visto che nel transetto nord c’è il fonte battesimale al quale sono stati battezzati tutti i lucchesi per oltre mille anni fino al secolo scorso, per questo ha il ruolo di battistero. Senza dimenticare le testimonianze archeologiche portate alla luce sotto il piano di calpestio negli anni ’70, quando furano ritrovati resti della più antica basilica di Lucca che risale al terzo secolo dopo Cristo. Anche per questo è unita storicamente alla vita della cattedrale, e il museo qui ha una sua piccola succursale con un percorso archeologico. «Dei fondi per sostenere i lavori parleremo quando conosceremo con precisione lo stato della struttura – prosegue –. Certo è che vorremmo che rimanesse una chiesa, mentre se ospita continuamente degli spettacoli viene di fatto considerata una sala di pubblico spettacolo. Ad affrontare la questione della sua destinazione futura sarà il consiglio d’amministrazione della cattedrale al termine dei lavori, ovviamente in un’ultima analisi la decisione sarà presa dall’arcivescovo».

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