Il Tirreno

Lucca

Multe da notificare, tutti assolti dopo 7 anni

Per i giudici nessun episodio di falso o di truffa per i cinque imputati tra cui due ex guardie municipali

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dopo oltre sette anni e mezzo si chiude con cinque assoluzioni per cinque imputati il processo sulle multe notificate in ritardo. 1263 contravvenzioni al codice della strada non riscuotibili che, per l’accusa, avrebbero causato un danno alle casse comunali di quasi 500mila euro. Ma per il collegio giudicante (presidente Carlo Annarumma, a latere Letizia Di Grazia e Riccardo Nerucci) vigili urbani, responsabili della ditta esterna incaricata del servizio notifiche e impiegati stagionali addetti ad inserire nel computer le violazioni amministrative non avrebbero commesso i reati contestati a vario titolo: truffa ai danni del comune e falso in atto pubblico. Per Nadia Nottolini, 61 anni, collocata a riposo da pochi mesi e a lungo in servizio al comando della polizia municipale dove ha ricoperto anche il ruolo di vice comandante, sono cadute anche le contestazioni suppletive: l’abuso d’ufficio, la minaccia e il mobbing nei confronti di suoi subalterni. Nei suoi confronti il pubblico ministero Aldo Ingangi aveva chiesto una condanna a 9 mesi di reclusione mentre un mese in meno era stato chiesto per l’altro ex dipendente della polizia municipale, Antonio Pardini, 64 anni, in pensione dal 2009 quando ebbe inizio il dibattimento. Per gli altri imputati - Marco Padovani, 37 anni, di Riccione, responsabile del servizio della ditta Maggioli di S. Arcangelo di Romagna e gli impiegati stagionali Gabriele Biondi e Michael Tognozzi, entrambi di 30 anni - lo stesso pm aveva chiesto ai giudici l’assoluzione.

I fatti. L’inchiesta svolta dalla pg della polizia e dalla polposta risale al periodo che va dall’ottobre 2005 al gennaio 2006. Per gli inquirenti i due ufficiali dei vigili urbani, in accordo con il funzionario della Maggioli, avrebbero cambiato la data alle multe: quella inserita nel computer non sarebbe stata corrispondente al verbale lasciato sull’auto. La data in questione sarebbe stata posticipata in modo che il pagamento della sanzione non fosse esigibile anche in caso di notifiche delle contravvenzioni avvenute oltre i 150 giorni imposti dalla legge. I legali degli imputati hanno dimostrato invece che i due ispettori dei vigili urbani avevano sollecitato il Comune - costituitosi parte civile nel processo penale - già nel marzo 2005 sui rischi di prescrizione e inesigibilità delle multe se al comando non fosse stato fornito personale in grado di inserire rapidamente i dati nel sistema computerizzato. Richieste disattese dall’amministrazione dell’epoca.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web