Il Tirreno

Lucca

«Lucca dà i brividi ma va valorizzata»

di Rossella Lucchesi

Le impressioni dell’attore Giancarlo Giannini sulla città «Ha potenzialità infinite, basterebbe sfruttarle al meglio»

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LUCCA. «Le potenzialità di Lucca sono infinite. Basterebbe sfruttarle al meglio. Questo è un luogo magico, dove si potrebbe vivere di cultura e turismo, approfittando di ogni occasione per aumentarne il prestigio che ormai ha varcato i confini del mondo». È un fiume in piena l’attore Giancarlo Giannini, ieri a Lucca per il primo spettacolo teatrale nell’ex convento restaurato, “San Francesco o del puro amore”.

«Un luogo meraviglioso e pieno di suggestioni - prosegue Giannini parlando di Lucca - in una città in cui la vita scorre a ritmo lento e dove ancora è possibile passeggiare indisturbati tra monumenti e palazzi senza tempo, circondati da un anello di verde unico al mondo. Una città che vanta una tradizione artistica invidiabile, con personaggi che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura. Molti non adeguatamente valorizzati. Se fosse accaduto, eserciterebbero un richiamo ancor più irresistibile nel mondo».

Il settantenne artista spezzino ammette di amare molto Lucca, che conosce abbastanza e dove torna spesso a trovare amici con i quali trascorre piacevoli serate gustando la nostra cucina tipica. «Quando oltrepasso le porte delle Mura - prosegue - avverto sempre quella sensazione di serenità che difficilmente mi capita di trovare altrove e mi immergo totalmente in quest’atmosfera quasi mistica che contagia chiunque la respiri. Insomma un gioiello prezioso che i suoi cittadini hanno il dovere di mantenere e rispettare nel tempo. E ogni volta è una scoperta, perché a ogni angolo mi appaiono nuovi scorci e particolari di vicoli e palazzi che mi trasmettono emozioni grandissime», aggiunge soffermandosi ad ammirare il fosso, Porta San Gervasio e i resti delle mura medievali nel percorso verso l’albergo.

Attore di cinema, teatro, televisione, doppiatore e regista. Ruoli sempre diversi, drammatici e brillanti. Dalla commedia all’italiana all’interpretazione di boss mafiosi e personaggi complessi. Praticamente ha fatto di tutto. Cosa manca ancora a chiudere il cerchio di questa carriera formidabile iniziata appena diciottenne? «Un attore non può mai dire di essere arrivato - risponde -. Si ricomincia sempre da capo e ogni volta deve mettersi in gioco. Poi più si fa e meno ci si conosce e c’è sempre da imparare, sempre emozioni nuove da provare. Mai abbassare la guardia e adagiarsi sugli allori». Ma fare l’attore è una scelta che Giannini non consiglia ai giovani perché «ricca di insidie che tanti ragazzi non avvertono, col rischio di grosse delusioni che potrebbero condizionare la vita. Anche nel nostro mestiere c’è precarietà e pochi riescono a sfondare e mantenere il successo», conclude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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