Il dolore
Diecimila lucchesi ammalati di diabete
Numeri in continua crescita: ogni anno 600 nuovi casi presi in carico dall’Asl Al Campo di Marte arriva un innovativo laser per la cura dell’onicomicosi
LUCCA. Us esercito le cui file sono in continuo aumento. È quello dei diabetici lucchesi: negli ultimi anni, notevole è stato l’incremento di questo tipo di , tanto che le persone iscritte e quindi gestite dall'Asl oggi sfiorano le 10.000, ma dobbiamo tener conto che non tutti i diabetici vengono seguiti dai servizi socio- sanitari e che alcuni ancora non sanno di essere malati.
Ogni anno, si assiste ad un aumento di 600 utenti, mentre l’impennata si fa ancora più evidente se confrontiamo i dati attuali con quelli del 1998, quando gli afferenti erano circa tremila. Perciò, nell'ambito del servizio di Diabetologia, è stata attuata una riorganizzazione, per sviluppare percorsi diagnostico-terapeutici che permettono la gestione delle complicanze del diabete. Di questi, sono già attivi quello della Retinopatia Diabetica in collaborazione con un oculista del territorio e con il reparto di Oculistica, quello del Piede Diabetico in collaborazione con la Medicina Generale, quello del Diabete Gestazionale, l'Ortopedia e la Cardiologia dell'ospedale di Lucca.
E importante per la cura delle complicanze di questa patologia cronica sarà il macchinario presentato ieri, un laser per il trattamento dell’onicomicosi, donato alla Struttura di Diabetologia e Malattie Metaboliche dell’Azienda Usl 2 di Lucca dall'Associazione Lucchese Diabetici.
Un apparecchio che porterà a risultati evidenti in poche sedute e nessun effetto collaterale, se non un leggero e momentaneo fastidio.
Attraverso una vera e propria catena di solidarietà, sono stati raccolti circa 10.000 euro utilizzati anche per l’acquisto di due doppler portatili. Uno strumento all'avanguardia, quello del laser, che permetterà di intervenire su alcune affezioni particolarmente frequenti nel diabetico, caratterizzate da distrofie ungueali e problematiche che aumentano in maniera consistente il rischio ulcerativo ed infettivo.
«Una conquista importante – commenta il responsabile Alberto Di Carlo – perché la patologia del piede diabetico, è fortemente invalidante e complessa da trattare».
La nuova apparecchiatura, di cui sarà possibile usufruire a partire da settembre, consentirà infatti un notevole miglioramento rispetto alle tradizionali applicazioni locali con smalto e farmaci antimicotici per via orale, riducendo i tempi di cura dai 6- 8 mesi di trattamento a circa 2-3 sedute. Nessun effetto collaterale, nessun dolore e la possibilità di beneficiarne anche per i pazienti affetti da vasculopatia periferica per i quali le terapie sistemiche potrebbero risultare scarsamente efficaci.
«Si tratterà di sedute della durata di un minuto – illustra il professor Vito Cassano – che in un mese e mezzo circa porteranno alla guarigione. Il principio si basa su un impulso laser che determina un aumento di temperatura sull'unghia senza necessità di raffreddamento dei tessuti». Nessun costo per l’utente, per il quale la terapia rientrerà nell'esenzione per patologia e «un ulteriore impegno per la struttura – afferma il direttore generale dell’Asl, Antonio D'Urso – che conferisce ancora più valore a questa unità operativa».
Anche dopo il trasferimento delle attività ospedaliere al San Luca, il nuovo strumento resterà alla Struttura di Diabetologia e Malattie Metaboliche che continuerà ad esistere all'interno del Campo di Marte.
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